Photoaging

Cosa fa davvero il sole alla tua pelle

Il sole ci dona vitalità e buonumore, ma i suoi raggi possono anche far invecchiare la pelle in modo invisibile. Gli UV attaccano il collagene e l’elastina, causando rughe e macchie pigmentarie. Bastano pochi minuti al sole per lasciare tracce visibili. Come godersi il sole senza pagare il prezzo di un invecchiamento cutaneo precoce?

In che modo la radiazione UV agisce sulla pelle?

La radiazione ultravioletta (UV) nell’intervallo da 100 a 400 nanometri influisce sulla pelle in modi diversi. Le principali tipologie di radiazione sono UV-A, UV-B e UV-C. Mentre i dannosi raggi UV-C vengono completamente filtrati dallo strato di ozono, sono i raggi UV-A a onda lunga e i più energetici ma a onda corta UV-B a determinare gli effetti sulla pelle.

I raggi UV-A penetrano in profondità nella pelle e causano danni cellulari tramite i radicali liberi. Attaccano il collagene e l’elastina della pelle, provocando invecchiamento precoce con formazione di rughe e perdita di elasticità. Inoltre possono aumentare il rischio di cancro della pelle senza provocare danni visibili come scottature, per cui il pericolo passa spesso inosservato.

I raggi UV-B, invece, raggiungono solo gli strati superficiali della pelle. Sono responsabili delle scottature e danneggiano il patrimonio genetico delle cellule cutanee, potendo portare a danni a lungo termine come il cancro della pelle. La radiazione UV-B stimola la produzione di melanina, facendo abbronzare la pelle. Tuttavia questo abbronzamento offre solo una protezione limitata contro ulteriore esposizione agli UV e non protegge completamente dai danni solari.

Come proteggi la tua pelle dal sole?

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Come si protegge la pelle dalla radiazione UV?

La pelle si protegge naturalmente tramite diversi meccanismi contro la radiazione UV. Uno dei più importanti è l’abbronzatura, in cui cellule pigmentarie chiamate melanociti producono il pigmento cutaneo, la melanina.

Questa non solo dona l’abbronzatura desiderata, ma forma anche una barriera naturale contro gli UV. All’esposizione al sole, i raggi UV-A scatenano una pigmentazione immediata trasportando la melanina già presente negli strati superficiali della pelle. In tal modo vengono protetti i nuclei cellulari sottostanti. Questo effetto tuttavia è solo temporaneo e non dura a lungo.

I raggi UV-B, più energetici, attivano invece la nuova produzione di melanina tramite gli enzimi nei melanociti. La pigmentazione protettiva duratura si sviluppa solo dopo 48–72 ore e rafforza la protezione naturale della pelle contro gli UV.

Un altro meccanismo è la cosiddetta callosità da luce. Lo strato corneo, lo strato più esterno della pelle, si ispessisce con un’esposizione prolungata agli UV e assorbe gran parte della radiazione. Questo strato ispessito riflette, filtra e diffonde la luce solare, aumentando la protezione naturale della pelle fino a quattro volte. Questa reazione richiede però due–tre settimane.

L’efficacia della protezione cutanea dipende anche dal tipo di melanina prodotta. Esistono due tipi principali: la feomelanina e l’eumelanina.

La feomelanina appare giallastra fino a rossastra e offre una protezione minore contro gli UV. L’eumelanina, di colore marrone scuro fino al nero, fornisce una protezione UV più forte. La miscela geneticamente determinata di questi tipi di melanina influenza il colore della pelle e determina quanto una persona sia resistente agli UV. Mentre i fototipi più scuri sono meglio protetti, le persone dalla pelle chiara hanno meno melanina e sono quindi più sensibili al sole.

La pelle possiede dunque meccanismi naturali per proteggersi dai raggi UV. Per questo sono importanti misure aggiuntive come i filtri solari e gli indumenti per preservare la pelle dai danni a lungo termine.

Qual è la differenza tra photoaging e invecchiamento cutaneo classico?

La differenza tra photoaging e invecchiamento cutaneo classico risiede nella causa e nei processi che inducono l’invecchiamento della pelle. Il photoaging è scatenato da un fattore esterno, la radiazione UV, mentre l’invecchiamento naturale della pelle è un processo intrinseco. Il photoaging deriva da danni ripetuti e prolungati dovuti agli UV e provoca segni visibili come rughe, macchie pigmentarie e ispessimento della pelle.

Le persone fortemente colpite dal photoaging appaiono spesso molto più invecchiate già in giovane età adulta. Si stima che circa l’80% dei segni visibili dell’invecchiamento cutaneo sia attribuibile all’esposizione al sole, come confermato da uno studio del 2013.

L’invecchiamento intrinseco procede diversamente. Fa parte del processo naturale di invecchiamento ed è governato da fattori interni come la genetica e gli ormoni. Questo processo inizia generalmente dalla metà dei vent’anni e progredisce gradualmente.

Pur presentando caratteristiche simili al photoaging, l’invecchiamento intrinseco è più lento e meno marcato. Il sole gioca un ruolo determinante nell’invecchiamento della pelle, poiché i suoi raggi UV dannosi sono la principale causa dell’invecchiamento precoce.

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  • I raggi UV-A attraversano il vetro delle finestre, perciò si può essere esposti agli UVA anche al chiuso. Questo può causare un invecchiamento cutaneo differente sul lato del viso esposto al sole.
  • I lettini abbronzanti sono spesso pubblicizzati come opzione sicura per abbronzarsi, ma aumentano il rischio di melanoma del 75%. Inoltre accelerano l’invecchiamento della pelle, causando più rughe e alterazioni della pigmentazione.

Come prevenire il photoaging?

La prevenzione del photoaging inizia con la riduzione dell’esposizione al sole, in particolare durante le ore di massima intensità solare. Una protezione completa delle parti esposte del corpo come testa, viso e mani con cappelli e filtri solari minerali è indispensabile. Inoltre va evitato l’uso di lettini abbronzanti, poiché anch’essi emettono radiazioni UV dannose.

È altrettanto importante uno stile di vita sano. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura, un’adeguata assunzione di liquidi e l’astensione dal fumo favoriscono la salute della pelle e supportano i meccanismi di difesa naturali contro i radicali liberi generati dagli UV che danneggiano la pelle.

I moderni prodotti per la cura della pelle puntano sempre più su principi attivi come retinoidi, acido ialuronico e peptidi. I retinoidi stimolano la produzione di collagene, rendendo la pelle più tonica ed elastica. L’acido ialuronico idrata e leviga la pelle, mentre i peptidi favoriscono la riparazione delle cellule cutanee. Questi prodotti vanno però introdotti con cautela nella routine quotidiana, poiché alcuni ingredienti possono rendere la pelle più sensibile al sole.

In presenza di segni visibili di photoaging, i dermatologi possono offrire trattamenti mirati. Peeling chimici, terapie laser e microdermoabrasione possono aiutare a ridurre macchie pigmentarie, rughe e irregolarità cutanee. È consigliabile consultare un dermatologo precocemente per trovare il trattamento più adatto al proprio tipo di pelle e ai danni presenti.

Come proteggere la pelle dal sole?

La migliore protezione solare parte dalla consapevolezza che la radiazione UV è dannosa indipendentemente dal tempo e dall’ambiente. Anche con cielo nuvoloso o riflessa da superfici come acqua, sabbia o cemento, la radiazione UV raggiunge la pelle e può provocare scottature. In quota, ad esempio durante lo sci o le escursioni, l’intensità è ancora maggiore, aumentando il rischio.

Per proteggere al meglio la pelle è importante scegliere abiti adeguati. Tessuti leggeri e a trama fitta che coprono grandi parti del corpo offrono una protezione ottimale senza limitare la libertà di movimento. Non dimenticate la zona del collo spesso trascurata e indossate un copricapo per proteggere il viso e occhiali da sole con protezione UV.

Un prodotto solare efficace è indispensabile. Il fattore di protezione solare (SPF) dovrebbe corrispondere al proprio tipo di pelle. Applicate la crema solare circa 15–30 minuti prima dell’esposizione. Ripetete l’applicazione regolarmente, specialmente dopo il bagno. Ricordate di coprire anche le zone difficili da raggiungere come orecchie, attaccatura dei capelli, pieghe dietro le ginocchia e piedi.

Se siete amanti del sole, abituate gradualmente la pelle, soprattutto dopo un lungo inverno. Iniziate con brevi esposizioni e prolungatele progressivamente. Tenete presente che alcuni farmaci possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi UV. In caso di dubbio, consultate il medico o il farmacista. In ogni caso, l’ombra rimane sempre un’alternativa sicura.

Uso corretto della pelle al sole: consigli utili

  • Usate una protezione solare con un SPF adatto al vostro tipo di pelle. Applicatela 30 minuti prima di uscire.
  • Evitate profumi e fragranze. Possono aumentare la fotosensibilità e provocare irritazioni.
  • Controllate quotidianamente l’indice UV per valutare meglio quando è necessario un ulteriore livello di protezione.
  • Evitate di esporsi durante le ore di maggiore intensità solare, dalle 11 alle 15. In questo periodo la radiazione UV è più forte.
  • Dopo una scottatura, è importante un raffreddamento di 10 minuti per favorire la guarigione.
  • Mantenetevi idratati. Bevete a sufficienza per evitare disidratazione e surriscaldamento.
  • Non utilizzare oli di agrumi. Questi possono provocare ustioni in combinazione con i raggi UV.
  • Usate correttamente gli spray solari. Spruzzateli sulle mani e poi spalmate per garantire una distribuzione uniforme.
  • Proteggete in modo particolare la pelle dei bambini. La pelle dei bambini è più sottile e sensibile, quindi un alto fattore di protezione (50+) e abbigliamento con protezione UV sono essenziali.
  • Applicate la crema anche per brevi passeggiate. Anche le brevi esposizioni al sole si sommano e possono causare danni.
  • Bevete tè verde. I polifenoli del tè verde possono rafforzare la pelle contro i danni indotti dagli UV.
  • Indossate cappelli, occhiali da sole e indumenti con protezione UV per proteggere le parti esposte come viso, collo e mani. Le fibre sintetiche a trama fitta offrono una protezione UV migliore rispetto al cotone, in particolare nei colori scuri. L’abbigliamento specifico con un fattore di protezione UV (UPF) indica per quanto tempo ci si può esporre in sicurezza al sole.

Il sole accelera, tramite i suoi raggi UV, la degradazione del collagene, che può portare a rughe e macchie pigmentarie. Tuttavia, una protezione solare costante può ridurre notevolmente questo effetto, mantenendo la pelle più a lungo giovane e fresca. Una cura mirata con antiossidanti e prodotti idratanti può contribuire a rallentare il processo naturale di invecchiamento.