Ginkgo biloba

L'albero eterno della salute

Alcune piante raccontano storie – il Ginkgo biloba narra addirittura un'intera storia della Terra. In quanto specie arborea più antica ancora vivente, è considerato un vero sopravvissuto: resistente, unico e pieno di misteri. Ma cosa può davvero il ginkgo e dove si fermano i suoi effetti?

Che cos'è il Ginkgo biloba?

Il Ginkgo biloba è una specie vegetale antichissima, unica sopravvissuta del suo genere. Dal punto di vista botanico appartiene alle gimnosperme, ma non è direttamente imparentato né con le conifere né con le latifoglie. Per la sua storia evolutiva unica viene spesso definito «fossile vivente». Le sue radici risalgono a più di 200 milioni di anni fa nella storia della Terra.

L'albero, originario della Cina, è oggi diffuso in tutto il mondo, sia come pianta ornamentale nelle città sia nei giardini. Particolarmente caratteristici sono i suoi fogliame a ventaglio con nervature biforcate, che in autunno assumono un vivido colore giallo. Il ginkgo può raggiungere un'altezza fino a 35 metri.

In Asia orientale il ginkgo ha da secoli un ruolo importante anche sul piano culturale e religioso. In complessi templari alcuni ginkgo millenari sono venerati come alberi sacri. I suoi semi sono stati usati sia ritualmente sia come alimento. Anche nella medicina tradizionale il ginkgo è stato impiegato precocemente – oggi è soprattutto l'estratto delle foglie ad essere utilizzato nella fitoterapia moderna.

Quali principi attivi rendono il Ginkgo biloba così prezioso?

Il Ginkgo biloba deve la sua rilevanza a una varietà di sostanze bioattive presenti soprattutto nelle foglie della pianta. Da evidenziare sono i flavonoidi e i terpenoidi, considerati i principali principi attivi. I flavonoidi come la quercetina e il kaempferolo hanno una forte azione antiossidante, neutralizzano i radicali liberi e proteggono così le delicate strutture cellulari in tutto il corpo, in particolare il sistema nervoso e i vasi sanguigni. Questi polifenoli vegetali mostrano inoltre proprietà antinfiammatorie e citoprotettive.

Il secondo gruppo di principi attivi, i terpenoidi, comprende tra l'altro i singolari ginkgolidi (A, B e C) e il bilobalide. Il ginkgolide B migliora ad esempio le proprietà di scorrimento del sangue, dilata i vasi e favorisce così l'apporto di ossigeno e nutrienti al cervello. Il ginkgolide A è studiato soprattutto per il suo effetto sul fattore di coagulazione PAF (platelet-activating factor). Il ginkgolide C sembra inoltre influire sul metabolismo dei grassi.

Il bilobalide, un altro componente importante, agisce direttamente a livello cellulare. Protegge i mitocondri, ha un'azione neuroprotettiva e influenza meccanismi che possono impedire la morte delle cellule nervose. Questa caratteristica lo rende un componente promettente in relazione ai cambiamenti cognitivi legati all'età.

Oltre a questi componenti principali, il Ginkgo biloba contiene altre sostanze attive, tra cui la 6-idrossichinurenina, collegata all'umore e alla regolazione del sonno. Sono inoltre presenti tannini, oli essenziali e, nei semi, acidi ginkgolici, proteine e amido.

Quali sono i benefici del Ginkgo biloba?

Il vantaggio principale del ginkgo è la sua capacità di migliorare la circolazione in tutto il corpo, in particolare nel cervello. Le cellule vengono così meglio rifornite di ossigeno e nutrienti, il che può avere un impatto positivo sulle prestazioni cognitive. Molte persone riportano un aumento della capacità di concentrazione e un miglioramento dell'apprendimento e della memoria.

Inoltre al Ginkgo biloba viene attribuito un effetto stabilizzante sul sistema cardiovascolare. Attraverso la dilatazione dei vasi e l'inibizione dell'aggregazione piastrinica, il rischio di problemi circolatori può essere ridotto. Anche disturbi come estremità fredde o gambe pesanti, causati da una microcircolazione ridotta, possono essere alleviati.

Un'altra proprietà notevole riguarda la protezione antiossidante delle cellule. I flavonoidi e i terpenolattoni presenti neutralizzano i radicali liberi che altrimenti danneggerebbero la struttura cellulare e accelererebbero l'invecchiamento. Questo effetto antiossidante è importante anche per il mantenimento delle funzioni neuronali ed è associato a benefici neuroprotettivi.

Vi sono inoltre indicazioni che il Ginkgo biloba possa aiutare in alcuni disturbi neurosensoriali come vertigini o acufeni. L'effetto ipotizzato si basa sul miglioramento della microcircolazione nell'orecchio interno e nelle aree cerebrali interessate. Anche nella cosiddetta claudicatio intermittente (malattia aterosclerotica periferica) il ginkgo potrebbe potenzialmente migliorare la distanza percorsa a piedi, favorendo la circolazione periferica.

Un altro possibile beneficio riguarda il benessere psicologico. Alcuni studi suggeriscono che il ginkgo possa avere un effetto positivo sull'umore e possa essere di supporto in condizioni di stress o irrequietezza, poiché esercita un'azione regolatoria sul sistema nervoso centrale. Al Ginkgo biloba viene inoltre attribuito un effetto positivo sulla salute degli occhi. Per problemi visivi legati all'età, come la degenerazione maculare, una migliore circolazione delle strutture sensibili dell'occhio potrebbe rallentare l'evoluzione della malattia.

Qual è il beneficio del Ginkgo nella demenza?

Il Ginkgo biloba è spesso utilizzato come trattamento di supporto nelle demenze. In particolare, gli estratti delle foglie possono migliorare la memoria delle persone con demenza da lieve a moderata. Si segnala che concentrazione e funzioni mnemoniche possano stabilizzarsi o migliorare leggermente. Un possibile meccanismo d'azione è il miglioramento della circolazione cerebrale.

Alcuni specialisti ritengono l'uso degli estratti di ginkgo opportuno quando i trattamenti farmacologici convenzionali non sono tollerati, poiché i preparati vegetali sono generalmente ben sopportati.

Tuttavia il Ginkgo non è considerato chiaramente efficace nella prevenzione. In persone anziane sane non è stata finora dimostrata una protezione affidabile contro l'insorgenza di una demenza. Resta inoltre incerto se il rimedio possa impedire lo sviluppo di una demenza in caso di primi problemi di memoria. Gli effetti osservati sono complessivamente piuttosto moderati e non definitivamente consolidati.

Quali effetti collaterali può avere il Ginkgo biloba?

Il Ginkgo biloba è generalmente considerato ben tollerato, tuttavia in rari casi possono verificarsi effetti indesiderati, in particolare in caso di uso improprio o di prodotti non standardizzati.

Persone sensitive possono ad esempio avere reazioni allergiche ai componenti della pianta. Ciò può manifestarsi con irritazioni cutanee, prurito o arrossamenti. Sono stati occasionalmente osservati disturbi gastrointestinali quali nausea, bruciore di stomaco, meteorismo o diarrea. Sono anche stati segnalati mal di testa, capogiri e senso generale di malessere. 

Particolare rilievo assume la cosiddetta ginkgotossina, una sostanza naturale presente nei semi e in concentrazione minore anche nelle foglie. Essa è strutturalmente simile alla vitamina B6, ma agisce in modo opposto. A dosi elevate può provocare sintomi neurologici come convulsioni o alterazioni della coscienza. Quinti avvelenamenti interessano principalmente i bambini che hanno ingerito i semi, ma sono estremamente rari. 

Un altro aspetto è il aumento del rischio di sanguinamento: poiché il ginkgo favorisce la circolazione, in associazione con farmaci anticoagulanti come l'acido acetilsalicilico o l'ibuprofene può verificarsi un aumento delle emorragie. In singoli casi sono state osservate anche emorragie retiniche. 

Come assumere correttamente il Ginkgo biloba: consigli utili

  • Il Ginkgo biloba può aumentare la tendenza al sanguinamento ed è pertanto consigliabile eseguire un approfondito esame del sangue prima di iniziare l'assunzione.
  • L'estratto di ginkgo è disponibile in capsule, compresse o gocce. Esistono anche tè al ginkgo, ma nella loro preparazione vengono estratte solo poche sostanze attive dalle foglie, insufficienti per una dose efficace.
  • Per estratti in capsule, compresse o gocce seguite il foglio illustrativo per l'uso e il dosaggio. Una dose troppo bassa non garantisce un effetto sulla circolazione, mentre una dose troppo alta può provocare disturbi gastrici e capogiri.
  • Le dosi standardizzate di Ginkgo biloba raccomandate sono comprese tra 120 e al massimo 240 mg al giorno. Dosi più elevate fino a 600 mg al giorno sono impiegate solo in casi particolari e sotto controllo medico. Osservate le istruzioni per l'uso.
  • Assumete l'estratto di ginkgo prima di situazioni di stress fisico o mentale per ridurre l'aumento del livello di cortisolo e migliorare le prestazioni.
  • Se il medico ha escluso malattie gravi come causa dei disturbi, potete usare l'estratto di ginkgo per gambe pesanti e mani e piedi freddi in relazione a lievi disturbi della circolazione.
  • Tenete presente che il Ginkgo biloba deve essere assunto per un periodo di almeno otto-dodici settimane affinché sviluppi pienamente il suo effetto. È opportuno prenderlo al mattino, poiché il ginkgo può migliorare la concentrazione.
  • Il ginkgo esprime al meglio il suo potenziale in combinazione con altre sostanze vegetali e vitamine del gruppo B. Esistono complessi vitaminici di qualità e integratori vegetali efficaci con almeno 120 mg di estratto di ginkgo.
  • Il Ginkgo biloba è presente anche come principio attivo in creme e unguenti a effetto circolatorio, nonché in shampoo, oli essenziali e tinture omeopatiche.
  • Se state assumendo farmaci anticoagulanti, consultate il medico, poiché il ginkgo può potenziare il loro effetto. Evitate gli estratti di ginkgo prima di un intervento chirurgico.
  • Poiché sia il tronco sia i frutti del ginkgo (chiamato anche albero dei capelli da ragazza o albero a foglie a ventaglio) contengono sostanze irritanti, dovreste utilizzare solo piante fresche controllate o integratori certificati. Altrimenti rischiate problemi di salute.
  • In gravidanza e durante l'allattamento il ginkgo non è raccomandato per precauzione, poiché non ci sono dati sufficienti sulla sua innocuità. 
  • Anche le persone con patologie ormono-dipendenti come il tumore al seno dovrebbero evitare l'uso, poiché alcuni componenti potrebbero avere un'azione simile agli estrogeni.
 
Il Ginkgo biloba dimostra in modo impressionante quanto la medicina vegetale possa essere efficace se utilizzata correttamente. In questo caso scienza e tradizione si incontrano e aprono nuove prospettive.