PMS
Un dramma ogni mese
Che cos'è la sindrome premestruale (PMS)?
La sindrome premestruale (PMS) indica un quadro di disturbi ricorrenti che si manifesta nella seconda metà del ciclo, cioè dopo l'ovulazione, fino a poco prima dell'inizio delle mestruazioni. Comprende sintomi sia fisici sia psicologici, la cui intensità può variare da persona a persona. Mentre alcune persone sono solo leggermente disturbate, altre trovano i sintomi notevolmente gravosi.
Caratteristico è il rapporto stretto con il ciclo mestruale: i sintomi compaiono solo in una determinata fase e di norma si attenuano completamente all'inizio del sanguinamento. Questo decorso temporale distingue la PMS da altri problemi di salute.
Poiché il controllo ormonale del ciclo varia da individuo a individuo, le persone reagiscono con diversa sensibilità a questi processi biologici. Anche la durata del ciclo può variare, il che spiega in parte perché la PMS non si manifesta allo stesso modo in tutte.
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Come si riconosce la PMS?
La PMS si manifesta con una molteplicità di disturbi, sia di natura fisica sia psicologica. Sono caratteristici, per esempio, sensazioni di tensione, dolori o gonfiore al seno. Molte persone riferiscono inoltre crampi addominali, mal di schiena o mal di testa di tipo emicranico che possono irradiarsi alle spalle, al collo o alle tempie. Spesso compaiono anche dolori articolari e muscolari, vampate di calore, nausea, oltre a capogiri, palpitazioni e senso di svenimento. In alcuni casi si verifica addirittura una debolezza circolatoria o svenimenti momentanei.
Sono tipici anche disturbi gastro‑intestinali come gonfiore, senso di pienezza, stitichezza o diarrea. Problemi cutanei come acne, pelle grassa o irritata e formicolii a mani o piedi possono anch'essi indicare la PMS. Molte donne notano prima del ciclo un aumento temporaneo di peso dovuto a ritenzione idrica, che si manifesta soprattutto alle caviglie, alle mani o nell'addome. Attacchi di fame intensa, perdita di appetito o cambiamenti evidenti delle abitudini alimentari non sono rari. Possono anche verificarsi disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni.
Sul piano psicologico, i disturbi da PMS si manifestano spesso con sbalzi d'umore che vanno dall'irritabilità e dall'irrequietezza a fasi depressive. Alcune persone sperimentano durante la giornata alternanze tra iperattività e esaurimento. Ansia, nervosismo o la sensazione di essere sempre sotto pressione sono anch'essi frequenti. Possono comparire anche mancanza di motivazione, perdita di interesse, problemi di concentrazione o senso di sopraffazione. Alcune donne riferiscono inoltre scoppi improvvisi di rabbia, crisi di pianto o la sensazione di perdere il controllo di sé.
editorial.facts
- Circa una donna su tre in età fertile soffre di disturbi premestruali fortemente pronunciati.
- Leggeri cambiamenti fisici ed emotivi prima delle mestruazioni sono invece osservati regolarmente in circa l'80% delle donne mestruanti.
- Il PMDD è una forma grave della PMS, caratterizzata da forti sintomi psicologici, e riguarda il 3–8% delle donne.
- Nel contesto della PMS sono stati descritti oltre 150 diversi sintomi fisici e psicologici.
- Dal 2022 il PMDD è riconosciuto dall'OMS come una malattia a sé stante.
Quali sono le cause della PMS?
Le cause esatte della sindrome premestruale (PMS) non sono ancora del tutto chiarite. Si ritiene comunque che intervengano più fattori. Al centro ci sono i cambiamenti ormonali nel corso del ciclo femminile, in particolare le fluttuazioni di estrogeni e progesterone dopo l'ovulazione. Queste variazioni naturali possono provocare in alcune donne reazioni più sensibili del sistema nervoso, poiché alcuni metaboliti ormonali influenzano probabilmente la temperatura corporea, la qualità del sonno o l'umore.
Anche i processi neurobiologici giocano un ruolo: studi suggeriscono che le fluttuazioni ormonali possano alterare l'equilibrio dei neurotrasmettitori come la serotonina. Questo messaggero è determinante per il benessere emotivo e il sonno. Un rapido calo della serotonina può quindi associarsi a sintomi come irritabilità o umore depresso. Oltre alla serotonina, sono discussi anche altri messaggeri quali dopamina o melatonina come possibili co‑fattori.
Esistono inoltre indizi di una componente genetica, dal momento che la PMS si presenta spesso in forma aggregata nelle famiglie. Fattori genetici potrebbero aumentare la sensibilità alle fluttuazioni ormonali o influenzare l'elaborazione degli stimoli nel cervello. Studi recenti mostrano anche che in alcune donne colpite determinati geni che modulano la risposta agli ormoni sessuali risultano più attivi.
Altri fattori interessano lo stile di vita e l'ambiente. Lo stress cronico, una dieta squilibrata, la mancanza di movimento, problemi di sonno, il fumo o il consumo di alcol possono per esempio peggiorare i sintomi. Si discute anche la carenza di alcuni nutrienti, come il ferro o le vitamine del gruppo B. Anche la funzione tiroidea può svolgere un ruolo, poiché i suoi ormoni influenzano il bilancio energetico e l'equilibrio psichico.
Infine viene considerato anche l'aspetto psicosociale. Atteggiamenti negativi verso il proprio ciclo o immagini sociali della femminilità possono contribuire a rendere i cambiamenti corporei della seconda metà del ciclo più gravosi.
Qual è la differenza tra PMS e PMDD?
Sia la sindrome premestruale (PMS) sia il disturbo disforico premestruale (PMDD) sono disturbi legati al ciclo che compaiono nella seconda metà del ciclo mestruale. Si differenziano però per gravità e impatto. Mentre la PMS comprende una varietà di sintomi fisici e psicologici, il PMDD è una forma particolarmente severa, in cui predomina il carico psicologico.
Una differenza sostanziale riguarda il grado di gravità dei sintomi. La PMS si manifesta spesso con disturbi lievi o moderati. Nel PMDD invece predominano sintomi psicologici intensi come irritabilità marcata, scoppi di rabbia improvvisi, stati d'ansia, disperazione o umore depresso che superano nettamente le normali variazioni dell'umore. Questi disturbi possono essere così gravi da compromettere seriamente la vita sociale e professionale.
Un'altra differenza riguarda la diagnosi: per la PMS basta la comparsa di singoli sintomi prima delle mestruazioni. Per il PMDD, secondo i criteri del DSM‑V, devono comparire regolarmente nel corso del ciclo almeno cinque sintomi, tra cui almeno un sintomo affettivo grave. È caratteristico che questi disturbi inizino pochi giorni prima delle mestruazioni e si attenuino con il sanguinamento.
Nel PMDD la componente emotiva ha inoltre un ruolo centrale: le persone colpite si sentono spesso sopraffatte e sfinite, si isolano o vivono un cambiamento drastico della personalità. Questi disturbi psicologici sono di norma accompagnati da sintomi fisici, ma risultano più intensi e persistenti rispetto alla PMS.
Posso rimanere incinta durante la fase PMS?
Anche se può sembrare improbabile, una gravidanza durante la fase PMS non è del tutto esclusa – soprattutto se il ciclo è irregolare o accorciato. La fase premestruale segna normalmente la fine del ciclo, ossia il periodo dopo il rilascio dell'ovulo e prima delle prossime mestruazioni. In un ciclo tipico questa fase non è fertile, perché la capacità fecondante dell'ovulo è già terminata. Tuttavia esistono eccezioni che possono rendere questo intervallo potenzialmente a rischio.
Una ragione è la variabilità naturale del ciclo femminile: l'ovulazione può spostarsi a causa di fattori esterni come stress, malattia o fluttuazioni ormonali – sia in avanti sia indietro. Ciò può far credere di trovarsi in una fase «sicura», mentre la finestra fertile è appena iniziata o sta per iniziare.
Un altro aspetto riguarda la durata di vita degli spermatozoi. Questi possono sopravvivere nell'organismo femminile fino a cinque giorni. Se una donna ha un rapporto sessuale poco prima di un'ovulazione ritardata – per esempio verso la fine della fase PMS – spermatozoi ancora vitali possono essere presenti al momento del rilascio dell'ovulo. Una gravidanza può quindi insorgere anche se il rapporto è avvenuto alcuni giorni prima dell'effettiva ovulazione.
Le donne con cicli brevi o irregolari dovrebbero quindi prestare particolare attenzione. I sintomi della PMS non sono un indice affidabile di infertilità. Solo un metodo contraccettivo sicuro protegge efficacemente da una gravidanza indesiderata – anche in fasi del ciclo apparentemente non fertili.
Cosa si può fare contro i sintomi della PMS: consigli utili
- Assicuratevi di dormire regolarmente e in modo riposante, preferibilmente 7–9 ore per notte. Cercate di andare a letto e alzarvi sempre alla stessa ora, anche nel fine settimana. Evitate prima di dormire schermi, caffeina e pasti pesanti.
- Riducete attivamente lo stress nella seconda metà del ciclo. Programmate volontariamente attività rilassanti come passeggiate, serate tranquille o esercizi di respirazione ed evitate carichi inutili nella vita quotidiana.
- Inserite un'attività fisica leggera nella routine quotidiana. Già 20 minuti di yoga, nuoto o una passeggiata all'aria aperta aiutano ad alleviare i crampi e a migliorare l'umore. L'esercizio all'aperto potenzia l'effetto grazie alla luce e all'apporto di ossigeno.
- Prestate attenzione a un'alimentazione ricca di magnesio per prevenire i crampi. Consumate ogni giorno una porzione di alimenti ricchi di magnesio come semi di zucca, fiocchi d'avena o verdure a foglia verde – ad esempio in insalata, come condimento o nel muesli.
- In caso di disturbi digestivi, consumate ogni giorno alimenti ricchi di fibre. Integrate per esempio una porzione di lenticchie, pane integrale o frutta con la buccia nei vostri pasti. Bevete a sufficienza per sostenere l'effetto delle fibre.
- In caso di mal di testa o emicrania premestruale, bevete un bicchiere d'acqua e rinfrescate la fronte. Un panno freddo e umido o una maschera rinfrescante sulla fronte può alleviare il dolore. Associare il riposo in una stanza oscurata è utile.
- Usate tisane a base di erbe per i disturbi digestivi. Bevete dopo i pasti una tazza di finocchio‑anice‑cumino o camomilla per alleviare dolcemente gonfiore, nausea o senso di pressione addominale.
- Per i dolori addominali potete applicare una borsa dell'acqua calda o un cuscinetto riscaldante sulla parte bassa della schiena o sull'addome inferiore. Tenete la fonte di calore per almeno 15 minuti, idealmente durante una pausa di riposo. Anche indumenti caldi nella zona lombare possono dare sollievo.
- Per la nausea lo zenzero in forma di tè o capsule può aiutare. Per esempio bevete tè di zenzero appena preparato con limone o assumete la mattina prima della colazione capsule standardizzate di zenzero.
- Per il mal di testa applicate olio di menta piperita alle tempie. Massaggiate una o due gocce con movimenti circolari prestando attenzione a non portare l'olio negli occhi.
- Per ridurre l'irrequietezza interiore bevete tè alla lavanda o utilizzate olio essenziale di lavanda. Un bagno caldo alla lavanda o una goccia d'olio sul cuscino può favorire il rilassamento e l'addormentamento.
- Utilizzate l'agno casto (vitex) per il trattamento dei disturbi premestruali, ad esempio tensione mammaria o sintomi depressivi. Stabilizza il livello dell'ormone progesterone, allevia il disagio anche prima della menopausa e può integrare utilmente i metodi contraccettivi non ormonali.
- Monitorate i vostri sintomi con un'app. Registrate quotidianamente il vostro umore, il dolore, il sonno, l'alimentazione e i farmaci per riconoscere relazioni e fattori scatenanti individuali.
- In caso di flussi abbondanti evitate analgesici contenenti acido acetilsalicilico (ASS). Preferite invece ibuprofene o altri preparati adatti, ma solo dopo consulto medico per evitare effetti collaterali.
- In caso di gravi disturbi psicologici, l'assunzione di SSRI sotto supervisione medica nella seconda metà del ciclo mestruale può essere utile. Discutete questa opzione con un professionista. Un'assunzione mirata e limitata nel tempo può ridurre gli effetti collaterali pur restando efficace.
La PMS non è un destino ineluttabile. Con l'auto‑osservazione e misure adeguate questa fase può spesso essere notevolmente alleviata.


