Il prurito, chiamato medicalmente prurito o pruritus, nasce da processi complessi che coinvolgono sia la pelle sia il sistema nervoso. In quanto barriera verso l’ambiente, la pelle reagisce a stimoli esterni come inquinanti o stimoli meccanici rilasciando mediatori chimici come l’istamina. Questa molecola attiva specifiche fibre nervose della pelle responsabili della percezione del prurito. Anche altre sostanze come la serotonina o sostanze rilasciate da veleni, sbalzi di temperatura o scosse elettriche possono scatenare questa reazione.
Il prurito cronico spesso deriva da un’ipersensibilità delle fibre nervose, per cui anche stimoli deboli inviano segnali intensi al cervello. Grattarsi temporaneamente sovrasta il segnale del prurito con sensazioni di dolore, inducendo sollievo. Allo stesso tempo la stimolazione meccanica della pelle libera nuovi mediatori che intensificano nuovamente il prurito e innescano un circolo vizioso. Non solo possono verificarsi danni cutanei, ma anche il benessere psichico può risentirne, soprattutto a causa di insonnia e affaticamento.
Il prurito si manifesta con una varietà di disturbi che possono interessare sia la pelle sia lo stato emotivo. Spesso compaiono arrossamenti, gonfiori o vescicole, accompagnati da pelle secca, squamosa o screpolata. Anche pomfi, piccoli noduli pruriginosi o ispessimenti cutanei sono sintomi tipici. Il grattamento costante causa spesso escoriazioni, sanguinamenti o formazione di croste, che irritano ulteriormente la pelle e aumentano il prurito. Nei casi più gravi possono formarsi cicatrici, discromie o ulcere.
Il prurito cronico spesso va oltre il disagio fisico e diventa un peso significativo. Le persone colpite soffrono frequentemente di disturbi del sonno, poiché il prurito si percepisce più intensamente di notte. Ne possono derivare stanchezza, sbalzi d’umore e difficoltà psicologiche. Molti si sentono a disagio nelle situazioni sociali a causa dei cambiamenti visibili della pelle o del loro comportamento di grattamento, con conseguente vergogna, isolamento e, in alcuni casi, ansia o depressione.
Inoltre, grattarsi può danneggiare la pelle a tal punto che le malattie o i fattori scatenanti iniziali del prurito non sono più riconoscibili. Se i batteri colonizzano le aree cutanee lesionate, possono insorgere infezioni che peggiorano la condizione. Il circolo vizioso prurito‑grattamento‑nuova irritazione cutanea diventa così sempre più difficile da interrompere.
Il prurito può teoricamente comparire in qualsiasi parte del corpo, la localizzazione dipende da fattori individuali come età, cura della pelle, malattie di base e abitudini di vita. Alcune zone sono però particolarmente frequenti. Su mani e braccia il prurito si manifesta spesso sulle piante delle mani, sul lato interno delle braccia, ai gomiti e nelle ascelle. Anche piedi e gambe sono colpiti, soprattutto le piante, i polpacci, il solco popliteo e le tibie, talvolta anche le cosce.
Sul viso il prurito è comune alle palpebre, al cuoio capelluto e intorno alle orecchie. Anche il collo e la nuca, in particolare la linea dei capelli, sono sensibili. Anche il tronco può essere interessato, soprattutto addome, schiena, lungo la colonna vertebrale e nella regione delle scapole. Sotto e sopra il seno il prurito può comparire con o senza eruzione cutanea. Spesso è interessata anche la zona intima. Nelle donne il prurito colpisce frequentemente le piccole labbra, l’ingresso della vagina o la vagina stessa; negli uomini possono essere coinvolti testicoli e pene. Anche i glutei e l’ano sono regioni particolarmente a rischio di prurito.
Alcune malattie possono portare a una localizzazione specifica del prurito. Nella dermatite atopica prurito ed eczemi compaiono preferibilmente nelle pieghe di braccia e gambe, nel collo e nella nuca e sul viso. La psoriasi interessa spesso gomiti, ginocchia, palme, piante dei piedi e cuoio capelluto. In situazione di stress psicologico molti pazienti lamentano in particolare prurito del cuoio capelluto.
Il prurito può avere molteplici cause, che vanno dalle malattie cutanee a quelle interne. Spesso la causa risiede in un disturbo o in una malattia della pelle stessa. Pelle secca, barriera cutanea danneggiata o malattie infiammatorie come dermatite atopica, orticaria, psoriasi o infezioni possono causare prurito. Anche fattori esterni come l’aria secca in inverno o l’uso di detergenti aggressivi possono disidratare la pelle e favorire il prurito.
Non di rado il prurito è però un sintomo la cui causa è all’interno del corpo. Malattie del fegato, della cistifellea o dei reni, disturbi metabolici come il diabete, patologie neurologiche o anche tumori possono giocare un ruolo. Nelle malattie epatiche e biliari si osserva spesso il cosiddetto prurito colestatico, che si manifesta soprattutto la sera e di notte, frequentemente su mani e piante dei piedi.
Anche i processi di invecchiamento possono favorire il prurito, poiché con il tempo la pelle perde la capacità di trattenere l’umidità e di produrre sebo, diventando più soggetta a secchezza. In caso di insufficienza renale, prodotti del metabolismo si accumulano nell’organismo e possono provocare irritazioni cutanee, specialmente nei pazienti in dialisi.
Altri fattori scatenanti specifici sono ad esempio eczemi causati da pelle secca o da lavaggi frequenti, o la psoriasi, che si accompagna a chiazze pruriginose e squamose. In rari casi il prurito può derivare da un’infezione parassitaria come la scabbia, da un’intolleranza a prodotti per la cura della pelle o persino da malattie più gravi come il linfoma di Hodgkin. Un’analisi accurata delle aree cutanee interessate e la considerazione dei sintomi associati aiutano a identificare la causa e a iniziare un trattamento adeguato.
Sì, la psiche può effettivamente scatenare il prurito, soprattutto quando è presente stress psicologico. Lo stress agisce direttamente sulla pelle perché provoca determinate reazioni fisiologiche nell’organismo. Ormoni dello stress come il cortisolo influenzano la barriera cutanea rendendola più suscettibile alle irritazioni. Questi cambiamenti corporei possono quindi causare prurito e, in alcuni casi, anche eruzioni cutanee.
Inoltre, carichi emotivi come ansia, tristezza o stress lavorativo aggravano i sintomi di problemi cutanei preesistenti, come eczemi o dermatite atopica. È importante riconoscere lo stress non solo come un peso fisico ma anche psicologico e gestirlo con metodi adeguati. Tecniche di rilassamento come la meditazione, l’attività fisica regolare o colloqui con uno psicologo possono aiutare a ristabilire l’equilibrio mentale e così interrompere il circolo vizioso prurito‑stress.
Il prurito è un sintomo comune che può avere diverse cause e compromettere notevolmente la qualità della vita. Una cura attenta della pelle e l’evitamento dei possibili fattori scatenanti sono passi essenziali per trovare sollievo.

