L'obesità, comunemente chiamata anche eccesso di peso grave, è una malattia cronica caratterizzata da un aumento eccessivo del tessuto adiposo corporeo. Va ben oltre il semplice sovrappeso e può avere gravi ripercussioni sulla salute.
L'obesità può presentarsi con diversa gravità. La forma più severa è l'obesità morbosa, in cui il sovrappeso estremo comporta notevoli limitazioni nella vita quotidiana e può ridurre significativamente la qualità della vita. Oltre ai sintomi come respiro corto, dolori articolari, sudorazione aumentata e ridotta mobilità, molte persone sono colpite anche psicologicamente, ad esempio a causa della stigmatizzazione sociale o di un'immagine di sé negativa. Le cause dell'obesità sono molteplici e spesso risultano da una combinazione di fattori genetici, influenze ormonali, alimentazione poco sana, mancanza di attività fisica e aspetti psicologici e sociali.
Molti pensano che dimagrire sia solo una questione di «mangiare meno e muoversi di più». Per le persone con obesità la situazione è molto più complessa. Il loro organismo funziona spessoin modo diverso rispetto a una persona normopeso, in particolare per quanto riguarda il metabolismo, la regolazione ormonale e il dispendio energetico.
Il corpo è programmato per accumulare riserve di grasso e immagazzinare energia per sopravvivere in periodi di scarsità di cibo. Ciò significa che la tendenza all'aumento di peso è favorita e la perdita di peso è resa più difficile. Inoltre, le persone obese bruciano a riposo meno energia rispetto a chi è normopeso, perché il loro corpo, a causa di un metabolismo basale rallentato, immagazzina l'energia in modo particolarmente efficiente. Anche mangiando meno, viene consumata meno energia, rendendo più difficile il processo di dimagrimento.
Nell'obesità sono anche disturbate le influenze ormonali sulla fame e sulla sazietà. L'ormone della fame ghrelina viene prodotto in quantità maggiori, provocando una sensazione di fame più intensa. L'ormone della sazietà leptina spesso non funziona più correttamente, per cui la sensazione di sazietà impiega più tempo a manifestarsi. Di conseguenza, le persone obese mangiano più frequentemente e faticano a sentirsi soddisfatte con porzioni più piccole. Molti soggetti obesi presentano una ridotta sensibilità all'insulina. L'organismo produce più insulina per regolare la glicemia. Un livello elevato di insulina inibisce però la combustione dei grassi, rendendo più difficile la riduzione del tessuto adiposo.
Le diete radicali spesso provocano nel corpo una modalità di «risparmio energetico»: il metabolismo rallenta per utilizzare efficacemente le poche calorie disponibili. Non appena si torna a mangiare normalmente, l'energia in eccesso viene immagazzinata come grasso, portando spesso a un nuovo aumento di peso — talvolta oltre il peso di partenza.
L'obesità non è solo una questione di aspetto o benessere: rappresenta un grave rischio per la salute. Studi mostrano che le persone con sovrappeso severo hanno una minore aspettativa di vita. In generale: più alto è il peso, minore è l'aspettativa di vita.
La ragione principale sta nelle numerose patologie associate causate o favorite dall'eccesso di grasso corporeo. L'obesità interessa quasi tutti gli apparati — dal sistema cardiovascolare al metabolismo, fino alle articolazioni e alla salute mentale.
L'obesità porta spesso a ipertensione e a colesterolo elevato, aumentando notevolmente il rischio di infarti e ictus. L'ispessimento del muscolo cardiaco può inoltre portare a lungo termine a insufficienza cardiaca. Nei pazienti obesi il metabolismo degli zuccheri è frequentemente alterato. Le cellule non rispondono più adeguatamente all'insulina, con conseguente resistenza all'insulina e, in ultima analisi, diabete di tipo 2. Il diabete aumenta a sua volta il rischio di problemi renali, danni ai nervi, problemi della vista e di malattie cardiovascolari.
Il peso eccessivo carica le articolazioni — in particolare ginocchia, anche e colonna vertebrale. Ciò può causare artrosi, dolori cronici alla schiena e limitazioni nei movimenti. Molti soffrono di apnee notturne, una condizione in cui si verificano pause respiratorie durante il sonno. Ciò può provocare episodi di soffocamento, sonnolenza diurna, problemi di concentrazione e un aumento del rischio di infarto. Anche asma e altre malattie polmonari sono più frequenti nelle persone obese.
Studi scientifici evidenziano che l'obesità è associata a un rischio maggiore di cancro, tra cui colon, stomaco, esofago e ovaie. Le modifiche ormonali e i processi infiammatori cronici favoriscono la crescita dei tumori. In caso di infezioni, l'obesità può aggravare il decorso della malattia. Le persone obese hanno spesso una funzione polmonare ridotta, rendendo più difficile la gestione delle infezioni.
L'obesità non è solo una malattia fisica, ma può anche pesare molto sulla salute mentale. Molti pazienti soffrono di depressione, disturbi d'ansia e di una bassa autostima. Spesso subiscono emarginazione sociale o discriminazione, il che aumenta ulteriormente il carico psicologico.
L'obesità è una malattia complessa che non deriva solo da una dieta scorretta e dalla mancanza di attività fisica. In realtà giocano un ruolo molti fattori che possono interagire. Le cause principali si dividono in fattori genetici, legati allo stile di vita, psicologici e medici.
L'ereditarietà ha un ruolo importante nello sviluppo dell'obesità. Studi dimostrano che le persone con genitori obesi hanno un rischio più elevato di diventare sovrappeso esse stesse. I fattori genetici possono influenzare il metabolismo, la sensazione di fame e la distribuzione del grasso corporeo.
Un eccesso calorico prolungato porta inevitabilmente a un aumento di peso. Particolarmente problematici sono gli alimenti ricchi di energia e zuccheri, porzioni abbondanti e spuntini frequenti, oltre alla carenza di alimenti freschi e poco processati. Allo stesso tempo, molte persone bruciano troppo poche calorie a causa della scarsa attività fisica. Attività sedentarie, poco sport e assenza di movimento quotidiano contribuiscono all'aumento di peso.
Le emozioni influenzano notevolmente il comportamento alimentare. Molti mangiano di più a causa dello stress, della noia o della frustrazione, cosa che a lungo andare può portare al sovrappeso. Inoltre, depressione e disturbi alimentari come il binge‑eating sono spesso associati all'obesità.
Alcune malattie e squilibri ormonali possono causare obesità. L'ipotiroidismo rallenta il metabolismo, riducendo il consumo calorico. Il sindrome di Cushing porta, per una produzione eccessiva di cortisolo, a immagazzinare grasso. La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) favorisce l'aumento di peso.
Anche alcuni farmaci come antidepressivi, cortisone o betabloccanti possono aumentare l'appetito o rallentare il metabolismo.
L'obesità può essere aggravata anche da altri fattori. La privazione di sonno può alterare l'equilibrio ormonale e aumentare la sensazione di fame. La gravidanza comporta cambiamenti ormonali e abitudini alimentari modificate che possono influenzare il peso a lungo termine.
I termini sovrappeso e obesità sono spesso usati come sinonimi, ma indicano condizioni differenti. Entrambi descrivono un peso superiore alla norma, mentre l'obesità è unaforma patologica del sovrappeso. Il sovrappeso deriva spesso da uno stile di vita poco sano, mentre l'obesità si sviluppa quando il sovrappeso persiste nel tempo e si aggiungono fattori genetici, ormonali o psicologici. Mentre il sovrappeso può spesso essere controllato modificando lo stile di vita, l'obesità richiede frequentemente un intervento medico.
Come parametro di distinzione si utilizza il Body‑Mass‑Index (BMI). Si tratta di un indice che descrive il rapporto tra peso corporeo e statura. Si calcola dividendo il peso (in chilogrammi) per il quadrato dell'altezza (in metri). Un BMI tra 25 e 29,9 indica sovrappeso, un BMI ≥ 30 definisce l'obesità. L'obesità è suddivisa in 3 gradi: grado 1 (BMI 30 - 34,9), grado 2 (BMI 35 - 39,9) e obesità grave grado 3 (BMI > 40).
Oltre al BMI, il pattern di distribuzione del grasso riveste un ruolo importante. Il grasso addominale ("tipo mela") è più pericoloso poiché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Il grasso a livello di fianchi e cosce ("tipo pera") è meno pericoloso per la salute. Una circonferenza vita aumentata può già indicare un rischio sanitario elevato in caso di sovrappeso (per le donne rischio aumentato da 80 cm, molto aumentato da 88 cm; per gli uomini rischio aumentato da 94 cm, molto aumentato da 102 cm).
Un intervento chirurgico per l'obesità viene eseguito solo in determinate condizioni. Queste riguardano il Body‑Mass‑Index (BMI), la presenza di comorbilità e una valutazione medica completa.
Il BMI è il criterio principale. In caso di BMI > 40 l'indicazione chirurgica è generalmente presente; per BMI 35 - 40 è presa in considerazione solo se esistono comorbilità come ipertensione, diabete mellito o dolori articolari cronici.
Ogni paziente deve sottoporsi a una serie di esami. In una visita endocrinologica si verificano cause ormonali del sovrappeso (es. ipotiroidismo, iperfunzione surrenalica, diabete). Anche le cause psicologiche come depressione o disturbi alimentari vengono valutate. Infine, una consulenza chirurgica informa il paziente sulle tecniche operatorie, i rischi e il decorso.
Prima della pianificazione dell'intervento sono necessari ulteriori esami: gastroscopia, consulenza nutrizionale per la preparazione al periodo post‑operatorio, valutazione cardiologica (esame del cuore) ed ecografia dei vasi del collo. Dal primo consulto all'operazione passano circa 6–9 mesi.
L'obesità è una sfida, ma non un destino inesorabile. Con la giusta combinazione di alimentazione sana, più movimento e un cambiamento consapevole dei comportamenti è possibile ridurre il peso in modo duraturo e migliorare sensibilmente la qualità della vita. In alcuni casi anche misure mediche o chirurgiche possono supportare il percorso. L'importante è fare il primo passo e perseverare — ogni piccolo progresso avvicina all'obiettivo.


