Una commozione cerebrale, detta anche commotio cerebri, è la forma più lieve di trauma cranio‑encefalico e si verifica spesso in incidenti in casa, durante lo sport o nel traffico stradale.
Sebbene il cervello sia protetto all'interno del cranio dal liquido cerebrospinale che attenua i movimenti, un colpo violento alla testa o un movimento improvviso e scattante può far urtare il cervello contro la parete del cranio. Questo può causare la rottura delle connessioni nervose e compromettere il funzionamento del cervello, impedendogli di elaborare correttamente segnali e stimoli. I sintomi generalmente si attenuano entro pochi giorni e di norma non restano danni permanenti.
I sintomi tipici di una commozione interessano diverse aree del corpo e della psiche. Tra i disturbi fisici si annoverano mal di testa, vertigini, disturbi dell'equilibrio, alterazioni della vista nonché nausea e vomito. Vi sono inoltre disturbi della percezione e del pensiero con stordimento e confusione, oltre a rallentamento delle azioni e del pensiero.
Immediatamente dopo la lesione sono frequenti difficoltà di concentrazione e di orientamento. Possono verificarsi anche disturbi della memoria (amnesia), che generalmente durano meno di 24 ore e fanno sì che la persona non ricordi gli eventi subito prima, durante o dopo l'incidente. Anche lo stato generale può essere compromesso, con sintomi quali irritabilità, ansia e disturbi del sonno, inclusi difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno. La gravità dei sintomi dipende dall'entità della lesione cerebrale.
Una commozione cerebrale può talvolta accompagnarsi a una breve perdita di coscienza. Anche se la diagnosi di commozione può sembrare inizialmente innocua, va chiarita con attenzione. Il passaggio da una commozione lieve a un grave trauma cranico è graduale e difficile da riconoscere.
Un trauma cranico può provocare sintomi simili a quelli di una commozione, nonostante possano essere già presenti emorragie potenzialmente pericolose per la vita all'interno del cranio. Perciò, in caso di sospetto di trauma cranico è importante sottoporsi sempre a un accurato esame medico per escludere complicanze gravi.
I bambini e i neonati sono più spesso soggetti a commozioni rispetto agli adulti, poiché cadono più frequentemente o si infortunano giocando e praticando sport. Poiché i lattanti e i bambini piccoli non riescono a esprimere bene il dolore, è particolarmente importante che i genitori li osservino attentamente dopo un incidente.
Se il bambino è stato anche solo brevemente incosciente, è indispensabile una visita medica. Il pianto immediato dopo la caduta è inizialmente un buon segno, ma se il pianto persiste, il bambino vomita o appare particolarmente agitato, apatico o sonnolento, è opportuno consultare un medico.
È importante sapere che i sintomi di una commozione nei bambini piccoli possono talvolta comparire in ritardo e diventare evidenti solo dopo sei, dodici ore o più. Pertanto è consigliabile far visitare il bambino da un pediatra dopo una caduta o un colpo alla testa.
Le commozioni lievi non sempre richiedono un trattamento. Per il mal di testa possono essere utili farmaci analgesici come il paracetamolo o l'ibuprofene; talvolta il medico prescrive anche un rimedio per la nausea. Si consiglia di tenere il bambino a riposo per alcuni giorni a letto e di evitare attività come guardare la televisione o leggere, poiché possono peggiorare i sintomi. In caso di sospetta commozione grave, il medico di solito raccomanda un periodo di osservazione di 24 ore in ospedale.
I medici diagnosticano una commozione cerebrale tramite un'accurata anamnesi e un esame clinico. Prestano attenzione ad eventuali segni neurologici come disturbi della memoria o della vista e osservano le capacità motorie e lo stato di coscienza del paziente.
Solo se i sintomi sono molto gravi o se ci sono fattori di rischio per complicanze, i medici richiedono una tomografia computerizzata (TC) per ottenere immagini dettagliate del cervello.
Le persone che non necessitano di ricovero dovrebbero idealmente non restare sole per almeno 24 ore, ma sotto osservazione di familiari o amici. Le attività come guardare la TV, lavorare o giocare al computer, leggere e praticare sport dovrebbero essere evitate inizialmente. Alcuni giorni di riposo sono in genere sufficienti per recuperare. Tuttavia, se compaiono nuovi sintomi o se i disturbi preesistenti peggiorano, è necessario consultare immediatamente un medico.
Contrariamente a quanto si pensava in passato, i soggetti interessati possono già 24–72 ore dopo l'evento, in stretto accordo con il medico, essere gradualmente e con cautela riavviati alle attività quotidiane. Ciò può accelerare il processo di guarigione. Tuttavia bisogna evitare sforzi eccessivi.
Le commozioni cerebrali vanno prese sul serio e, in caso di sintomi, è fondamentale un esame medico immediato per escludere possibili complicanze e favorire la guarigione. Con prudenza e attenzione possiamo ridurre efficacemente il rischio di commozione e garantire la sicurezza dei nostri figli e di noi stessi.


