I dolori addominali indicano una sensazione sgradevole nella zona dell'addome, che può manifestarsi in modi molto diversi. Si verificano quando il cervello interpreta come fastidiosi o dolorosi segnali provenienti dall'apparato digerente – ad esempio dallo stomaco o dall'intestino. Tali segnali possono riflettere stimoli di varia natura e manifestarsi sia in modo diffuso che localizzato.
Spesso sono solo temporanei, per esempio dopo un pasto abbondante o in situazioni di stress. In altri casi però possono essere espressione di un disturbo di salute più profondo. La percezione esatta varia da persona a persona: alcuni avvertono più una sensazione di pressione o di tensione, altri sperimentano crampi ondulatori o un disagio persistente in tutto l'addome.
Poiché l'apparato digerente svolge numerose funzioni e sono possibili disturbi in diverse sedi, i sintomi dei dolori addominali possono essere molto vari. Le manifestazioni non sono spesso solo il dolore in sé, ma anche una serie di altri segnali. Tra questi figurano per esempio senso di pienezza, gonfiore o bruciore di stomaco. Alcune persone lamentano nausea, vomito o diarrea, altre si sentono affaticate o perdono peso involontariamente.
Anche sintomi associati come rigurgiti acidi o stitichezza possono comparire e dare indicazioni su come il corpo reagisce a una digestione disturbata. Il dolore può essere localizzato in tutto l'addome o specificamente nella parte bassa e variare molto per natura e intensità – può essere pressante o lancinante. Importanti possono essere anche il momento della comparsa – ad esempio dopo i pasti o di notte – e il luogo preciso del dolore, per esempio in corrispondenza dell'ombelico.
I dolori addominali possono essere causati da una grande varietà di fattori. Spesso sono collegati a malattie organiche dello stomaco, dell'intestino, del fegato, della cistifellea, del pancreas o di altri organi addominali. Esempi sono un'infiammazione del tratto digestivo, un'ulcera gastrica o un'alterata funzione dello sfintere tra stomaco ed esofago. Anche malattie al di fuori dell'addome, come problemi cardiaci o polmonari, possono irradiarsi verso l'addome e provocare dolore.
Oltre ai processi infiammatori come appendicite o diverticolite, rientrano nelle possibili cause anche disturbi funzionali come la sindrome dell'intestino irritabile o la dispepsia funzionale. In questi casi non si osservano alterazioni strutturali, ma i sintomi derivano da una comunicazione disturbata tra intestino e sistema nervoso, spesso influenzata da fattori emotivi.
Anche l'alimentazione gioca un ruolo importante: un apporto eccessivo di cibo, il consumo di determinate sostanze o l'assunzione di alimenti non tollerati possono sovraccaricare la digestione e causare gonfiore, senso di pienezza o dolori crampiformi. In alcune persone la causa sono carenze enzimatiche o problemi di trasporto intestinale. Di conseguenza alcuni tipi di zuccheri raggiungono il colon non digeriti e provocano sintomi.
Altre possibili cause sono emergenze acute come un'occlusione intestinale, una peritonite o un infarto intestinale. In questi casi compaiono dolori forti, generalmente diffusi, e sintomi aggiuntivi come febbre, segni di insufficienza circolatoria o vomito. Anche patologie più rare come disturbi metabolici (es. chetoacidosi nel diabete) o difetti enzimatici genetici (es. porfirie) possono associarsi a dolori addominali intensi. Infine, alcuni farmaci, in particolare analgesici, antibiotici o medicinali che irritano le mucose o rallentano lo svuotamento gastrico, possono esserne la causa.
I dolori addominali psicosomatici compaiono quando tensioni emotive si manifestano nell'apparato digerente. Sebbene non si riscontrino alterazioni organiche, le persone interessate soffrono di sintomi reali, spesso legati a stress, sovraccarico o tensione interiore. Tramite il collegamento stretto tra cervello e apparato digerente, la cosiddetta asse intestino-cervello, conflitti psicologici o emozioni intense come paura, tristezza o nervosismo possono scatenare una reazione a livello dell'addome. Questa può manifestarsi per esempio con dolore, nausea o disturbi digestivi.
Spesso questi disturbi si presentano in modo vago e sono accompagnati da altri sintomi come vertigini, palpitazioni o disturbi del sonno. In assenza di una causa fisica, la diagnosi viene solitamente formulata dopo aver escluso malattie organiche. I sintomi sono considerati psicosomatici quando fattori psicologici come stress cronico, stati depressivi o conflitti emotivi influenzano in modo misurabile e mantengono lo stato fisico.
Il cosiddetto «cervello addominale», il sistema nervoso enterico, è particolarmente sensibile agli stimoli emotivi, il che può portare a uno squilibrio del sistema digestivo. Questi dolori non sono quindi immaginari, ma dimostrano quanto possano manifestarsi fisicamente le tensioni psichiche. Un approccio olistico che consideri sia la componente fisica sia quella psicologica è pertanto essenziale nel trattamento.
I dolori addominali dopo i pasti derivano spesso dall'interazione sensibile tra alimentazione, digestione e reazioni individuali dell'organismo. Se gli alimenti vengono ingeriti frettolosamente, in quantità eccessive o masticati poco, lo stomaco può essere sovraccaricato e comparire una fastidiosa sensazione di pressione, crampi o bruciore. In particolare cibi grassi, molto speziati o molto caldi stimolano la produzione di acido gastrico e irritano la mucosa, favorendo sintomi quali bruciore o eruttazioni.
Anche una alimentazione squilibrata, come avviene nelle diete estreme, e intolleranze a determinati ingredienti come lattosio, fruttosio o glutine possono provocare disturbi addominali. In alcune persone è presente un'ipersensibilità gastrica, ad esempio nel quadro della dispepsia funzionale, in cui il transito del cibo è rallentato e la situazione può peggiorare in caso di stress emotivo.
Inoltre esistono alcuni alimenti che sollecitano particolarmente l'apparato digerente, per esempio i legumi, le crucifere o le verdure crude. Contengono molte sostanze difficili da digerire che possono causare gonfiore o dolori. Anche bevande gassate e sostanze come caffè, alcol o nicotina possono irritare lo stomaco – soprattutto a digiuno o in grandi quantità. Poiché ogni persona reagisce in modo diverso ai vari alimenti, è importante individuare i fattori scatenanti personali e comprendere meglio il proprio corpo.
I dolori addominali devono essere valutati da un medico se sono insolitamente forti, peggiorano rapidamente o sono accompagnati da altri sintomi preoccupanti. È particolarmente allarmante se la persona assume istintivamente una posizione ricurva per alleviare il dolore, poiché ciò può indicare un problema più grave.
È necessario un intervento medico immediato in caso di addome insolitamente duro o gonfio, presenza di sangue nel vomito o nelle feci, stitichezza persistente, febbre, segni di shock come svenimento o sudorazione fredda, nonché in caso di evidenti problemi circolatori o di coscienza.
Anche per dolori meno intensi ma persistenti o ricorrenti è opportuno consultare un medico – in particolare se si verificano regolarmente in particolari circostanze. Tenere un diario dei sintomi e dei possibili fattori scatenanti, come determinati alimenti o situazioni quotidiane, può aiutare a circoscrivere meglio i problemi ricorrenti.
I dolori addominali sono un segnale comune ma serio del corpo, che va osservato con attenzione. Chi interpreta correttamente questi segnali e interviene tempestivamente può evitare potenziali rischi per la salute.


