Appetito e fame sono regolati da processi complessi nell’organismo. Un ruolo centrale è svolto da segnali corporei, ormoni e sostanze messaggere nel cervello, i cosiddetti neurotrasmettitori. Questi segnali e sostanze sono strettamente collegati e attivano i centri della fame e della sazietà nell’ipotalamo, una parte del diencefalo.
Il comportamento alimentare non è influenzato solo dall’organismo, ma anche da stimoli esterni come l’aspetto e l’odore dei pasti.
Anche fattori mentali e decisioni volontarie influenzano se abbiamo appetito o meno. L’appetito è inteso come percezione emotiva, mentre la fame è un segnale fisico che ci spinge all’assunzione di cibo, in particolare a stomaco vuoto o con glicemia bassa.
La perdita di appetito, nota anche come inappetenza, indica un disturbo del sistema che può avere cause sia fisiche sia psicologiche. Questa complessità rende spesso difficile identificare la causa precisa della perdita di appetito.
Riconoscere i sintomi è importante per individuare i possibili fattori sottostanti e affrontare precocemente i problemi nutrizionali. I sintomi della perdita di appetito includono perdita di peso, ridotta assunzione di cibo, carenze nutritive, stanchezza e debolezza, sbalzi d’umore, disturbi digestivi, perdita di massa muscolare e scarsa cicatrizzazione delle ferite.
Perdita di appetito e anoressia sono due condizioni diverse spesso confuse, ma con cause e conseguenze differenti. La perdita di appetito è un sintomo generale caratterizzato da una diminuzione del desiderio o dell’interesse per il cibo. Può essere scatenata da molti fattori come stress, malattia o farmaci ed è di solito temporanea.
L’anoressia, nota anche come anoressia nervosa, è un disturbo alimentare grave. Colpisce soprattutto adolescenti e giovani adulti ed è caratterizzata da una restrizione volontaria del cibo, spesso accompagnata da attività fisica eccessiva. Le persone interessate hanno una percezione di sé distorta e si sentono “troppo grasse” nonostante il sottopeso, il che può portare a una fame pericolosa per la vita. Questo digiuno estremo sopprime a lungo termine l’appetito e porta a inappetenza duratura.
Mentre la perdita di appetito è un sintomo di molte possibili cause, l’anoressia è un disturbo psichico a sé stante che richiede un trattamento professionale e non dovrebbe essere mascherato con rimedi a base di erbe.
Con l’età diversi fattori possono contribuire alla perdita di appetito, tra cui la diminuzione naturale del gusto e dell’olfatto, che può ridurre il piacere di mangiare. Anche problemi dentali, difficoltà di masticazione e deglutizione e malattie correlate all’età giocano un ruolo. La solitudine e la perdita di persone care possono inoltre diminuire la voglia di mangiare. Gli esperti di nutrizione raccomandano pertanto di rendere l’alimentazione degli anziani particolarmente ricca di vitamine e minerali.
Altre cause di perdita di appetito negli anziani sono la mancanza di movimento, il dolore cronico, problemi con le protesi dentarie, cibi poco saporiti e farmaci o terapie gravose. Disturbi olfattivi legati all’età, malattie gastro-intestinali o di altri organi interni, così come problemi mentali come la depressione o la demenza, possono contribuire.
La perdita di appetito nelle persone anziane porta spesso a malnutrizione e perdita di peso non voluta, con gravi conseguenze per la salute. Poiché gli anziani raramente recuperano il peso iniziale dopo il trattamento dell’inappetenza, è importante adottare misure preventive tempestive. Inoltre, molte persone anziane soffrono di secchezza della bocca, disturbi della deglutizione o bruciore di stomaco, che riducono ulteriormente il piacere di mangiare.
La perdita di appetito può essere scatenata da una vasta gamma di malattie fisiche e psichiche. Tra le cause più frequenti ci sono le infiammazioni della bocca e della gola come afte dolorose, mal di gola o gengive infiammate. Anche le infezioni batteriche come tonsilliti o faringiti causano spesso inappetenza.
Altre cause comuni sono le patologie degli organi digestivi, come la gastrite, la dispepsia funzionale, la gastroenterite e le intossicazioni alimentari, spesso accompagnate da vomito e diarrea. Anche le intolleranze alimentari come l’intolleranza al lattosio, al fruttosio e la celiachia possono portare a perdita di appetito.
Malattie gravi come il cancro e le terapie associate, ulcere gastriche o duodenali, malattie infiammatorie croniche intestinali come la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn, l’epatite e la cirrosi possono anch’esse causare perdita di appetito. Calcoli biliari, pancreatiti e appendiciti sono frequentemente associate alla perdita di appetito.
Le cause psicologiche hanno anch’esse un’importanza significativa. Depressione, anoressia nervosa e dipendenze possono ridurre drasticamente il desiderio di cibo. Le malattie infettive come HIV/AIDS, infestazione da tenia, febbre gialla, tonsillite, mononucleosi, parotite e varicella provocano spesso inappetenza.
Altre patologie che possono determinare perdita di appetito includono il diabete, le demenze, la malattia di Addison, le malattie renali, le patologie cardiache come l’insufficienza cardiaca e l’endocardite, l’ipotiroidismo e l’emicrania.
Queste cause molteplici mostrano chiaramente che la perdita di appetito è un sintomo complesso che richiede un’indagine medica approfondita e, se necessario, un trattamento mirato.
Una perdita di appetito temporanea spesso non è motivo di preoccupazione, soprattutto se legata a situazioni di stress, a un raffreddore o a una gastroenterite. Anche durante la gravidanza una diminuzione temporanea dell’appetito può essere normale, poiché il fabbisogno energetico e di nutrienti aumenta solo leggermente e non è necessario, come si pensa spesso erroneamente, „per due" mangiare.
Se si sospettano cause fisiche o psicologiche più gravi, specialmente in presenza di sintomi associati intensi come nausea, è comunque importante consultare un medico. Ciò vale anche se la perdita di appetito persiste nel tempo e può comportare il rischio di malnutrizione. In questi casi è consigliabile rivolgersi al medico di famiglia.
Se i farmaci sono la causa della perdita di appetito, è importante discuterne con il medico curante. Potrebbe essere necessario adeguare la terapia per risolvere il problema.
La perdita di appetito può derivare da molti fattori, dalle malattie fisiche e psicologiche ai cambiamenti legati all’età. Le cause sono spesso complesse e richiedono un accurato esame per individuare le possibilità di trattamento mirate. Riconoscere e affrontare precocemente la perdita di appetito è fondamentale per evitare gravi conseguenze per la salute come la malnutrizione e la perdita di peso.


