La stanchezza primaverile descrive un fenomeno diffuso che riguarda molte persone nel passaggio dalla stagione fredda a quella calda. Nonostante l'aumento delle ore di sole e delle temperature, le persone interessate si sentono spesso esauste e svogliate. Questa fase di adattamento dura di norma alcune settimane e si verifica soprattutto tra marzo e maggio.
L'organismo umano deve adattarsi alle condizioni ambientali mutate dopo i mesi freddi e bui. Mentre alcuni accolgono la primavera pieni di energia, altri combattono contro una sorta di esaurimento stagionale. Sono particolarmente a rischio le persone il cui corpo è più sensibile ai cambiamenti climatici. Le donne risultano più spesso colpite rispetto agli uomini.
La stanchezza primaverile non è una malattia, ma un processo di adattamento naturale. Uno stile di vita corretto — ad esempio movimento sufficiente all'aria aperta e un'alimentazione consapevole — può facilitare questo adeguamento. Dopo alcune settimane scompare da sola, quando il corpo si è abituato alle nuove condizioni.
La stanchezza primaverile non si manifesta solo con una marcata spossatezza, ma può accompagnarsi anche a diversi altri disturbi. Molte persone si sentono apatiche, esauste e hanno difficoltà a trovare la motivazione. Spesso si aggiunge una generale mancanza di slancio che si nota sia nella vita privata sia in quella lavorativa.
Un altro sintomo sono i problemi di concentrazione, che rendono più difficile lavorare e studiare. Alcune persone riportano anche irritabilità o sbalzi d'umore, che possono manifestarsi con irrequietezza improvvisa o maggiore suscettibilità. È tipico anche un maggiore bisogno di sonno, poiché il corpo deve adattarsi alle nuove condizioni di luce. Inoltre la stanchezza primaverile può provocare disturbi fisici come vertigini, problemi circolatori o mal di testa.
La stanchezza primaverile è favorita da diversi fattori legati soprattutto ai cambiamenti delle condizioni ambientali e ai processi biologici nell'organismo. Un fattore importante sono le oscillazioni di temperatura in primavera. Dopo i mesi invernali freddi si verificano fluttuazioni di temperatura frequenti e talvolta marcate, che impegnano la circolazione. Mentre i vasi sanguigni si restringono col freddo per conservare il calore, si dilatano di nuovo con l'aumento delle temperature. Questo può causare una lieve diminuzione della pressione arteriosa, che si manifesta con stanchezza e vertigini.
Anche il bilancio ormonale è rilevante. Nei mesi bui il corpo produce più melatonina, che regola il ritmo sonno‑veglia. Con l'aumentare delle ore di luce aumenta invece la produzione di serotonina, che favorisce la veglia e il benessere. Poiché questo adeguamento ormonale non avviene immediatamente, può verificarsi temporaneamente uno squilibrio che si traduce in apatia e stanchezza.
Un ulteriore aspetto riguarda i possibili effetti dell'inverno sull'apporto di nutrienti e sull'attività fisica. Durante il periodo freddo molte persone si muovono meno e si alimentano con meno vitamine e minerali. Questo può contribuire a una rigenerazione più lenta in primavera e ritardare l'adattamento alle nuove condizioni.
Anche la sensibilità individuale al meteo può avere un ruolo. Alcune persone reagiscono in modo più sensibile ai repentini cambiamenti meteorologici, il che può causare problemi di circolazione e spossatezza. Sebbene il legame tra i cambiamenti climatici e la stanchezza non sia scientificamente provato in modo definitivo, molti soggetti riferiscono un peggioramento dei sintomi in caso di tempo variabile.
L'alimentazione contribuisce in modo decisivo a contrastare la stanchezza primaverile, fornendo all'organismo i nutrienti essenziali e supportando il metabolismo energetico. Soprattutto la frutta e la verdura fresche apportano vitamine e antiossidanti preziosi che aiutano a ridurre la spossatezza e a rafforzare il sistema immunitario. Le verdure a foglia verde scuro, i ravanelli o i peperoni contengono sostanze utili a sostenere la vitalità.
Gli alimenti ricchi di ferro sono inoltre importanti, poiché il ferro è necessario al trasporto dell'ossigeno nel sangue. Una carenza può causare stanchezza; quindi spinaci, legumi e prodotti integrali dovrebbero comparire regolarmente nel menu. Le proteine provenienti da pesce, uova o frutta secca stabilizzano la glicemia e forniscono energia duratura.
Gli omega‑3 presenti nel pesce, nei semi di lino o nelle noci sostengono inoltre le capacità cognitive. Anche erbe aromatiche come rosmarino o basilico possono aiutare grazie al loro effetto stimolante. Un'alimentazione consapevole e ricca di nutrienti contribuisce dunque in modo significativo a fornire al corpo l'energia necessaria e a migliorare il benessere generale in primavera.
Una carenza di alcune vitamine può contribuire alla sensazione di stanchezza e spossatezza in primavera. Particolarmente importante è la vitamina D, che viene prodotta soprattutto dalla pelle sotto l'effetto dei raggi solari. Nei mesi invernali l'esposizione solare spesso non è sufficiente a garantire il fabbisogno di vitamina D, il che può provocare una carenza che si manifesta con apatia o debolezza muscolare. Non appena le giornate si allungano, è quindi consigliabile trascorrere più tempo possibile all'aperto per stimolare la produzione naturale. La vitamina D può essere assunta anche tramite alimenti come aringa, salmone, sgombro o tuorlo d'uovo.
Le vitamine del gruppo B sostengono il metabolismo e aiutano ad aumentare la produzione di energia nell'organismo. Si trovano soprattutto nei prodotti integrali, nei legumi, nelle uova e nel pesce. La vitamina C è anch'essa importante perché rinforza il sistema immunitario, neutralizza i radicali liberi e migliora l'assorbimento del ferro. Una carenza può provocare spossatezza e difficoltà di concentrazione. Agrumi, peperoni, olivello spinoso e broccoli sono particolarmente ricchi di vitamina C. Anche la vitamina E aiuta contro la stanchezza proteggendo le cellule dallo stress ossidativo; favorisce inoltre la salute della pelle e la cicatrizzazione. Oli vegetali di qualità, frutta secca e semi sono ottime fonti di questa vitamina.
Il magnesio può anch'esso contribuire ad alleviare i sintomi di affaticamento. È indispensabile per la funzione di muscoli e nervi e una carenza può causare stanchezza, irrequietezza interna o mal di testa. Alimenti ricchi di magnesio sono per esempio fiocchi d'avena, mandorle, semi di girasole e cavolo rapa. Altrettanto essenziale è lo zinco, che non solo sostiene il sistema immunitario, ma può anche attenuare le reazioni allergiche frequenti in primavera. Sono particolarmente ricchi di zinco la carne, il pesce, il formaggio e i semi di zucca.
La stanchezza primaverile è una normale reazione di adattamento dell'organismo al cambio di stagione. Chi adotta abitudini sane recupera rapidamente le forze e può godersi pienamente la primavera.


