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Dafalgan Suppositorium 600 mg

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Informazione professionale approvata da Swissmedic

DAFALGAN®

UPSA Switzerland AG

Composizione

Principi attivi

Paracetamolo.

Sostanze ausiliarie

Compresse effervescenti con linea di frattura (divisibili) da 500 mg di paracetamolo

Acido citrico anidro (E 330), sodio bicarbonato, sodio carbonato anidro (E 500), 126,10 mg di sorbitolo (E 420), docusato sodico, povidone K30, saccarina sodica (E 954), 50 mg di sodio benzoato (E 211), aroma pompelmo/arancia (contiene 0,28 mg di saccarosio, 0,83 mg di glucosio, 0,96 mg di fruttosio).

Una compressa effervescente di Dafalgan 500 mg di paracetamolo contiene 197 mg di sodio.

Compresse effervescenti con scanalatura decorativa da 1 g di paracetamolo

Acido citrico anidro (E 330), sodio bicarbonato, sodio carbonato anidro (E 500), 252,20 mg di sorbitolo (E 420), docusato sodico, povidone K30, 100 mg di sodio benzoato (E 211), saccarina sodica, aroma pompelmo/arancia (contiene 0,55 mg di saccarosio, 1,65 mg di glucosio, 1,93 mg di fruttosio).

Una compressa effervescente da 1 g di paracetamolo contiene 394 mg di sodio.

Compresse rivestite con film contenenti 1 g di paracetamolo

Nucleo della compressa: idrossipropilcellulosa (E 463), croscarmellosa sodica (E 468), silice idrofoba colloidale, glicerolo dibeenato, magnesio stearato.

Rivestimento: ipromellosa, trigliceridi saturi a catena media, polidestrosio, carbonato di calcio.

Una compressa rivestita con film contiene circa 1 mg di sodio.

Supposte da 80 mg di paracetamolo

Gliceridi semisintetici solidi con additivi (contiene max. 9,2 mg di lecitina di soia per supposta).

Supposte da 150 mg di paracetamolo

Gliceridi semisintetici solidi con additivi (contiene max. 8,5 mg di lecitina di soia per supposta).

Supposte da 300 mg di paracetamolo

Gliceridi semisintetici solidi con additivi (contiene max. 10 mg di lecitina di soia per supposta).

Supposte da 600 mg di paracetamolo

Gliceridi semisintetici solidi con additivi (contiene max. 16 mg di lecitina di soia per supposta).

Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità

Compresse effervescenti da 500 mg o 1 g di paracetamolo.

Compresse rivestite con film di 1 g di paracetamolo.

Supposte da 80 mg, 150 mg, 300 mg o 600 mg di paracetamolo.

Indicazioni/Possibilità d'impiego

Compresse effervescenti (500 mg/1 g) e compresse rivestite con film (1 g):

Trattamento di dolori di intensità da lieve a moderata (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena, dolori mestruali, dolori da trauma, dolori da raffreddamento). Trattamento sintomatico della febbre.

Compresse rivestite con film (1 g), compresse effervescenti (1 g):

Trattamento sintomatico di dolori artrosici.

Supposte:

Le supposte possono essere utilizzate per dolori di intensità da lieve a moderata (cefalea, mal di denti, dolori articolari e legamentosi, mal di schiena, dolori mestruali, dolori da trauma, dolori da raffreddamento). Possono essere utilizzate anche per il trattamento sintomatico della febbre.

Posologia/Impiego

Non superare la dose giornaliera massima di 4'000 mg di paracetamolo. La dose giornaliera massima per i bambini di età compresa fra 9 e 12 anni è di 2'000 mg. Ai bambini di età inferiore a 9 anni vanno somministrati dosaggi inferiori (vedere tabella), ai quali ci si deve attenere rigorosamente.

Per evitare il rischio di sovradosaggio è necessario assicurare che gli altri medicamenti assunti in concomitanza non contengano paracetamolo. Nei bambini fino a 12 anni di età, la durata massima d'uso continuato senza consulto medico è di 3 giorni.

Compresse effervescenti con linea di frattura (divisibili) da 500 mg

Nei bambini (<12 anni di età) la dose deve essere determinata in base al peso corporeo. Nei pazienti >12 anni di età si deve considerare il peso corporeo minimo.

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

22-30 kg
(6-9 anni)

300-500 mg
= ½-1 compressa per somministrazione

1,5 g
= 3 compresse

30-40 kg
(9-12 anni)

400-600 mg
= 1 compressa per somministrazione

2 g
= 4 compresse

>40 kg
(>12 anni e adulti)

500-1'000 mg
= 1-2 compresse per somministrazione

4 g
= 8 compresse

Tra le dosi singole si deve rispettare un intervallo di 4-8 ore (adulti) o di 6-8 ore (bambini).

Le compresse effervescenti devono essere disciolte in un grande bicchiere d'acqua per ottenere una soluzione trasparente. Non masticare o inghiottire le compresse.

Compresse effervescenti con scanalatura decorativa da 1 g

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

>50 kg
(>15 anni e adulti)

1 g
= 1 compressa per somministrazione

4 g
= 4 compresse

Deve essere rispettato un intervallo di assunzione tra le singole dosi di 4-8 ore.

Sciogliere in un abbondante bicchiere d'acqua in modo da ottenere una soluzione trasparente. Non masticare o inghiottire le compresse.

Le compresse effervescenti da 1 g non possono essere spezzate lungo la scanalatura decorativa.

Dafalgan compresse effervescenti 1 g non deve essere assunto da adulti o bambini con peso corporeo inferiore a 50 kg, in quanto ciò può portare ad un sovradosaggio (dosaggio più elevato di quello raccomandato) e, di conseguenza, causare danni epatici.

Compresse rivestite con film da 1 g

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

>50 kg
(>15 anni e adulti)

1 g
= 1 compressa per somministrazione

4 g
= 4 compresse

Deve essere rispettato un intervallo di assunzione tra le singole dosi di 4-8 ore.

Le compresse rivestite con film devono essere ingerite intere insieme ad un po' di liquido (per es. acqua, latte, succo di frutta). La linea di incisione non ha lo scopo di dividere la compressa o dimezzare la dose.

Dafalgan compresse rivestite con film di 1 g non deve essere assunto da adulti o bambini con peso corporeo inferiore a 50 kg, poiché potrebbe comportare un sovradosaggio (dosaggio più elevato di quello raccomandato) e, di conseguenza, causare danni epatici.

Supposte

Bambini

Fino a 6 mesi: supposte da 80 mg

6 mesi - 1 anno di età: supposte da 80 mg e 150 mg

1-3 anni di età: supposte da 150 mg

3-6 anni di età: supposte da 150 mg e 300 mg

6-9 anni di età: supposte da 300 mg

9-12 anni di età: supposte da 300 mg e 600 mg

>12 anni di età e adulti: supposte da 600 mg

Nei bambini (<12 anni di età) la dose deve essere determinata in base al peso corporeo. Nei pazienti >12 anni di età si deve considerare il peso corporeo minimo. Nei bambini, la dose raccomandata di supposte di paracetamolo è di circa 60 mg/kg/giorno, divisa in 4 dosi di circa 15 mg/kg ciascuna per singola dose.

Peso (età)

Dose singola raccomandata

Dose giornaliera massima

5-7 kg
(fino a 6 mesi)

70-100 mg
= 1 supp. da 80 mg

320 mg
(4 supp. da 80 mg)

7-10 kg
(6-12 mesi)

100-150 mg
= 1-2 supp. da 80 mg
o 1 supp. da 150 mg

480 mg
(6 supp. da 80 mg
o 3 supp. ad 150 mg)

10-15 kg
(1-3 anni)

150-200 mg
= 1 supp. da 150 mg

600 mg
(4 supp. da 150 mg)

15-22 kg
(3-6 anni)

200-300 mg
= 1-2 supp. da 150 mg
o 1 supp. da 300 mg

900 mg
(6 supp. da 150 mg
o 3 supp. da 300 mg)

22-30 kg
(6-9 anni)

300-500 mg
= 1-2 supp. da 300 mg

1'500 mg (5 supp. da 300 mg)

30-40 kg
(9-12 anni)

400-600 mg
= 1-2 supp. da 300 mg
o 1 supp. da 600 mg

1'800 mg
(6 supp. da 300 mg
o 3 supp. da 600 mg)

>40 kg
(>12 anni e adulti)

600-1'200 mg
= 1-2 supp. da 600 mg

3'600 mg
(4-6 supp. da 600 mg)

Deve essere rispettato un intervallo di assunzione tra le singole dosi di 6-8 ore.

Un sovradosaggio può provocare danni epatici molto gravi.

Le supposte non devono essere utilizzate più di 4 volte al giorno perché esiste il rischio di tossicità locale. La durata del trattamento per via rettale deve essere il più breve possibile.

L'uso delle supposte è sconsigliato nei pazienti con diarrea.

Gruppi di pazienti speciali

Pazienti pediatrici

La dose giornaliera massima non deve superare i 75 mg/kg di peso corporeo. L'intervallo minimo tra le singole dosi è di 6-8 ore.

Pazienti anziani

Di solito non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio (vedere «Farmacocinetica: Cinetica di gruppi di pazienti speciali»). Tuttavia, occorre tenere conto dei fattori di rischio esistenti, che si manifestano in parte nelle persone anziane e richiedono un aggiustamento del dosaggio.

Disturbi della funzionalità epatica

Nei pazienti con una malattia epatica attiva compensata o cronica, soprattutto in caso di insufficienza epatocellulare da lieve a moderata, alcolismo cronico, malnutrizione cronica (basse riserve di glutatione epatico) o disidratazione, nonché in pazienti cachettici adulti, occorre ridurre la dose singola o prolungare l'intervallo tra le dosi. La dose giornaliera non deve superare i 2 g (vedere anche «Avvertenze e misure precauzionali»).

Dafalgan è controindicato in pazienti con un grave disturbo della funzionalità epatica (vedere «Controindicazioni»).

Disturbi della funzionalità renale

In pazienti con disturbi della funzionalità renale, è necessario adeguare l'intervallo di assunzione minimo e ridurre la dose giornaliera massima in base alla tabella seguente.

Compresse effervescenti (500 mg/1 g), compresse rivestite con film (1 g) e supposte:

Clearance della creatinina

Intervallo posologico

Dose giornaliera massima

cl 10-50 ml/min

6 ore

3000 mg al giorno

cl <10 ml/min

8 ore

2000 mg al giorno

Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo e alle sostanze affini (per es. propacetamolo) o a una qualsiasi delle sostanze ausiliarie indicate nella composizione. Le supposte di Dafalgan contengono lecitina dell'olio di soia (lecitina di soia). In caso di ipersensibilità alla soia o alle arachidi, le supposte di Dafalgan sono controindicate (vedere «Composizione»).
  • Disturbi gravi della funzionalità epatica (cirrosi epatica e ascite), epatite acuta o epatopatia attiva scompensata.
  • Iperbilirubinemia costituzionale ereditaria (malattia di Meulengracht).

Avvertenze e misure precauzionali

Nei casi seguenti è necessario un consulto medico prima di iniziare il trattamento:

  • insufficienza renale (clearance della creatinina <50 ml/min, vedere «Posologia/impiego»);
  • insufficienza epatica da lieve a moderata (vedere «Posologia/impiego»);
  • carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (può causare anemia emolitica);
  • uso contemporaneo di medicamenti potenzialmente epatotossici o induttori di enzimi epatici;
  • anoressia, bulimia, cachessia, malnutrizione cronica, carenza alimentare, sepsi (basse riserve di glutatione epatico) (vedere «Posologia/Impiego»);
  • disidratazione, ipovolemia.

Dosaggi più elevati di quelli raccomandati comportano il rischio di un danno epatico grave. I sintomi clinici di un danno epatico possono essere rilevati generalmente 1 o 2 giorni dopo il sovradosaggio di paracetamolo. Un danno epatico massimo può essere osservato generalmente dopo 3 o 4 giorni. Il trattamento con un antidoto deve essere iniziato il più presto possibile (vedere «Posologia eccessiva»).

È richiesta cautela nella somministrazione concomitante di paracetamolo con flucloxacillina poiché sussiste un elevato rischio di acidosi metabolica con gap anionico aumentato (high anion gap metabolic acidosis, HAGMA). I pazienti che presentano un elevato rischio di acidosi metabolica con gap anionico aumentato sono soprattutto quelli affetti da grave disturbo della funzionalità renale, sepsi o malnutrizione, soprattutto se si utilizzano dosi giornaliere massime di paracetamolo.

Dopo una somministrazione concomitante di paracetamolo e flucloxacillina si raccomanda un attento monitoraggio per rilevare la comparsa di alterazioni dell'equilibrio acido-base, soprattutto di un'acidosi metabolica con gap anionico aumentato. Si dovrebbe effettuare anche un esame delle urine per la 5-oxoprolina.

Se l'utilizzo di flucloxacillina prosegue dopo l'interruzione di paracetamolo è consigliabile assicurarsi che non vi siano segni di acidosi metabolica con gap anionico aumentato, in quanto sussiste la possibilità che la flucloxacillina mantenga in essere il quadro patologico dell'acidosi metabolica con gap anionico aumentato (vedere capitolo «Interazioni»).

Il paracetamolo può scatenare reazioni cutanee gravi quali la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN), che possono essere letali. I pazienti devono essere informati dei sintomi delle reazioni cutanee gravi e l'uso del medicamento deve essere interrotto al primo manifestarsi di reazioni cutanee o di altri segni di ipersensibilità.

Si sconsiglia il consumo di alcol durante il trattamento. L'alcool può aumentare l'epatotossicità del paracetamolo, soprattutto in caso di concomitante carenza alimentare o malnutrizione. In questi casi, anche una dose terapeutica di paracetamolo può causare un danno epatico.

È necessario avvertire il paziente che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica. In presenza di dolori persistenti sono necessari accertamenti medici.

I genitori di bambini devono essere avvertiti che gli analgesici non devono essere assunti costantemente per periodi di tempo prolungati senza prescrizione medica e che nei bambini la presenza di febbre elevata o di un peggioramento delle condizioni di salute rende necessario un tempestivo consulto medico.

Quando gli analgesici vengono assunti per un lungo periodo di tempo (>3 mesi) in pazienti con cefalea cronica con una frequenza di ogni due giorni o maggiore, potrebbe verificarsi una cefalea o un peggioramento della cefalea preesistente. Le cefalee causate da un'assunzione eccessiva di analgesici non devono essere trattate aumentando la dose. In questi casi, l'assunzione di analgesici deve essere interrotta in consultazione con il medico.

L'assunzione prolungata di analgesici, specialmente quando si associano diversi principi attivi analgesici, può provocare danni renali permanenti con rischio di insufficienza renale (nefropatia da analgesici).

Nei pazienti con esaurimento delle riserve di glutatione, per es. in corso di setticemia, l'uso di paracetamolo può aumentare il rischio di acidosi metabolica.

Dolcificanti (sorbitolo, fruttosio, glucosio, saccarosio)

Dafalgan compresse effervescenti (da 500 mg e 1 g) contengono sorbitolo e fruttosio. I pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non devono assumere/ricevere il medicamento. È necessario tener conto dell'effetto additivo dei farmaci contenenti sorbitolo o fruttosio e dell'assunzione di sorbitolo o fruttosio con il cibo. Il contenuto di sorbitolo dei medicamenti somministrati per via orale può influenzare la biodisponibilità di altri medicamenti somministrati contemporaneamente per via orale.

Le compresse effervescenti di Dafalgan (500 mg e 1 g) contengono glucosio. I pazienti affetti dalla sindrome da malassorbimento di glucosio-galattosio (una rara malattia ereditaria) non devono assumere questo medicinale.

Le compresse effervescenti di Dafalgan (500 mg e 1 g) contengono saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio o carenza di saccarasi/isomaltasi non devono assumere questo medicinale.

Sodio

Compresse rivestite con film da 1 g: questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa o, cioè sono essenzialmente «senza sodio».

Compresse effervescenti da 500 mg: questo medicamento contiene 197 mg di sodio per compressa effervescente, equivalente al 9,8% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta. La dose massima giornaliera di questo medicamento equivale al 80% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS. Le compresse effervescenti di Dafalgan da 500 mg sono considerate ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Compresse effervescenti da 1 g: questo medicamento contiene 394 mg di sodio per compressa effervescente, equivalente al 19,7% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS con la dieta. La dose massima giornaliera di questo medicamento equivale al 80% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS. Le compresse effervescenti di Dafalgan da 1 g sono considerate ad alto contenuto di sodio. Da tenere in considerazione soprattutto in pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio.

Benzoato di sodio

Dafalgan compresse effervescenti (500 mg e 1 g) contengono benzoato. Il benzoato può aumentare l'ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi) nei neonati fino a 4 settimane di età. L'aumento della bilirubina nel sangue dopo la dissociazione dell'albumina può aggravare l'ittero neonatale e causare kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).

Interazioni

Induttori enzimatici quali fenobarbitale, carbamazepina, idrazide dell'acido isonicotinico (isoniazide, INH) e rifampicina aumentano l'epatotossicità del paracetamolo, è dunque richiesta prudenza in caso di somministrazione concomitante di paracetamolo.

Fenitoina: in caso di assunzione concomitante, può verificarsi una ridotta efficacia del paracetamolo e, per via dell'aumento dei metaboliti tossici del paracetamolo, può aumentare il rischio di epatotossicità. I pazienti che ricevono una terapia con fenitoina dovrebbero evitare un'assunzione eccessiva e/o cronica di paracetamolo. I pazienti dovrebbero essere monitorati per evidenze di epatotossicità.

Alcool: vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali».

Le sostanze che rallentano lo svuotamento gastrico (per es. propantelina) abbassano la velocità di assorbimento.

Le sostanze che accelerano lo svuotamento gastrico (per es. metoclopramide) aumentano la velocità di assorbimento.

Cloramfenicolo: il paracetamolo prolunga l'emivita del cloramfenicolo di 5 volte.

Salicilamide: la salicilamide prolunga l'emivita del paracetamolo e aumenta la quantità di metaboliti epatotossici.

Clorzossazone: in caso di somministrazione concomitante di paracetamolo e clorzossazone aumenta l'epatotossicità di entrambe le sostanze.

Zidovudina: con la somministrazione contemporanea di zidovudina e paracetamolo aumenta la probabilità di insorgenza di neutropenia.

Il probenecid inibisce la coniugazione del paracetamolo con l'acido glucuronico, facendo diminuire la clearance del paracetamolo di circa la metà. In caso di assunzione concomitante si deve ridurre la dose di paracetamolo.

La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo.

Anticoagulanti: l'assunzione giornaliera protratta di paracetamolo può incrementare l'effetto anticoagulante della warfarina e di altri derivati cumarinici, aumentando il rischio di emorragie. Durante l'assunzione concomitante, come anche per 1 settimana dopo la conclusione della terapia con paracetamolo, si dovrebbe monitorare più attentamente il valore di INR. Le assunzioni occasionali non hanno un effetto significativo. Non sono disponibili dati sull'interazione del paracetamolo con i recenti anticoagulanti orali (dabigatran, rivaroxaban, apixaban).

Flucloxacillina: si raccomanda cautela nell'assunzione concomitante di paracetamolo (principalmente a dosi elevate e/o per un periodo prolungato) con flucloxacillina, poiché l'assunzione concomitante di questi medicamenti è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico aumentato, in particolare in pazienti con fattori di rischio (vedere la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).

Interazioni con i test clinici

Il paracetamolo può interferire con la determinazione dell'acido urico nel sangue con il metodo dell'acido fosfotungstico.

Gravidanza/Allattamento

Gravidanza

Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico dei bambini che sono stati esposti al paracetamolo in utero non hanno mostrano risultati chiari. Il rischio dell'assunzione di paracetamolo in posologia corretta durante la gravidanza per quanto riguarda i danni funzionali e organici, le malformazioni e i disturbi dell'adattamento viene attualmente considerato minimo. Non si dispone di studi controllati nelle donne in gravidanza. Gli studi sulla funzione riproduttiva negli animali non hanno evidenziato rischi per il feto (vedere «Dati preclinici»).

Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere assunto o utilizzato durante la gravidanza. Tuttavia, deve essere assunto o utilizzato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la frequenza più bassa possibile.

Allattamento

Il paracetamolo passa nel latte materno. La concentrazione nel latte materno è simile alla concentrazione momentanea nel plasma della madre. Sono stati riferiti casi di eruzione cutanea nei neonati allattati al seno. Tuttavia, non sono note conseguenze dannose permanenti per il lattante. Nonostante l'utilizzo di paracetamolo sia considerato compatibile con l'allattamento al seno, si raccomanda cautela nell'uso di Dafalgan durante l'allattamento.

Fertilità

Non sono disponibili dati clinici sulla fertilità. Studi su animali con paracetamolo hanno dimostrato un effetto sulla fertilità (vedere «Dati preclinici»).

Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine

Le esperienze pluriennali con il principio attivo alla posologia raccomandata non hanno evidenziato influssi negativi sulla capacità di reazione.

Effetti indesiderati

Molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1000 a <1/100), raro (da ≥1/10'000 a <1/1000), molto raro (<1/10'000).

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: trombocitopenia, neutropenia, leucopenia, agranulocitosi, pancitopenia, anemia emolitica (in particolare in pazienti con carenza da G-6-PD).

Disturbi del sistema immunitario

Raro: reazione anafilattica (inclusa ipotensione), shock anafilattico, reazione di ipersensibilità; angioedema.

Una piccola parte (5-10%) dei pazienti con asma da aspirina o altre manifestazioni di una cosiddetta intolleranza all'acido acetilsalicilico può reagire in modo analogo anche al paracetamolo (asma da analgesici).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Frequenza non nota: Broncospasmo.

Patologie gastrointestinali

Comune: vomito.

Frequenza non nota: diarrea, dolori addominali.

Patologie epatobiliari

Vedere le rubriche «Avvertenze e misure precauzionali» e «Posologia eccessiva».

Frequenza non nota: aumento degli enzimi epatici, colestasi, ittero.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comune: orticaria, eritema, eruzione cutanea.

Molto raro: pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP), necrolisi epidermica tossica (TEN, sindrome di Lyell), sindrome di Stevens-Johnson (SJS).

Frequenza non nota: porpora, arrossamento, prurito, esantema fisso da farmaci.

La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-benefico del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi nuovo o grave effetto collaterale sospetto attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.

Posologia eccessiva

In caso di sovradosaggio è necessaria un'immediata assistenza medica, anche se non sono presenti sintomi.

Dopo assunzione orale di 7,5-10 g di paracetamolo nell'adulto e di 140-200 mg/kg di peso corporeo nel bambino (già a basse dosi in particolar modo nei pazienti predisposti, per es. in coloro con elevato consumo di alcool o riduzione delle riserve di glutatione in presenza di carenza alimentare) si sviluppano manifestazioni acute di intossicazione a carico delle cellule epatiche e tubulari renali sotto forma di necrosi cellulari potenzialmente letali. Queste necrosi possono provocare insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica (che in alcuni casi può derivare da acido lattico o da acido piroglutammico) ed encefalopatia che possono portare a coma e morte.

Concentrazioni plasmatiche >200 μg/ml dopo 4 ore, >100 μg/ml dopo 8 ore, >50 μg/ml dopo 12 ore e >30 μg/ml dopo 15 ore portano a danni epatici con decorso letale per coma epatico. L'epatotossicità è direttamente correlata alla concentrazione plasmatica.

Le prime manifestazioni dei sintomi clinici di un danno epatico sono in genere rilevabili dopo 1 o 2 giorni e raggiungono il massimo dopo 3 o 4 giorni.

Sintomi

1a fase (= 1° giorno): nausea, vomito, dolori addominali, inappetenza, sensazione di malattia generalizzata, pallore, malessere, diaforesi (sudorazione).

2a Fase (= 2° giorno): miglioramento soggettivo, ingrossamento epatico, aumento dei valori delle transaminasi (ASAT, ALAT), aumento dei valori di bilirubina, aumento del tempo di tromboplastina, aumento della lattato deidrogenasi.

3a fase (= 3° giorno): valori delle transaminasi (ASAT, ALAT) molto elevati, ittero, ipoglicemia, coma epatico.

In seguito a sovradosaggio di paracetamolo sono stati osservati i seguenti eventi:

  • necrosi epatica,
  • insufficienza renale acuta,
  • coagulazione intravasale disseminata,
  • casi sporadici di pancreatite acuta.

Terapia

Una terapia efficace deve essere avviata immediatamente in caso di sospetta intossicazione e deve comprendere le misure seguenti:

Lavanda gastrica (utile solo entro le prime 1-2 ore), seguita dalla somministrazione di carbone attivo. Somministrazione orale di N-acetilcisteina o metionina. In situazioni in cui la somministrazione orale di un antidoto non è possibile o lo è solo in maniera limitata (per es. a causa di vomito violento, offuscamento della coscienza) si può ricorrere anche alla somministrazione per via endovenosa, possibilmente entro 8 ore. La N-acetilcisteina può offrire ancora un certo grado di protezione dopo 16 ore.

Misurare la concentrazione di paracetamolo nel plasma (non prima di 4 ore dopo l'assunzione).

I test epatici devono essere eseguiti all'inizio del trattamento e poi ripetuti ogni 24 h. Nella maggior parte dei casi, le transaminasi epatiche si normalizzano dopo 1 o 2 settimane con ripristino completo della funzione epatica. Nei casi gravi può tuttavia rendersi necessario un trapianto di fegato.

L'emodialisi o la dialisi peritoneale non mostrano un beneficio rilevante per l'eliminazione del paracetamolo.

Informazioni dettagliate sulla terapia possono essere richieste a Tox Info Suisse.

Proprietà/Effetti

Codice ATC

N02BE01

Meccanismo d'azione

Il paracetamolo è un analgesico e antipiretico con effetto centrale e periferico. Il meccanismo d'azione non è stato interamente chiarito.

Per l'effetto analgesico è dimostrato che l'inibizione centrale della sintesi delle prostaglandine è più potente di quella periferica.

L'effetto antipiretico si basa sull'inibizione dell'azione dei pirogeni endogeni sul centro termoregolatore ipotalamico.

Il paracetamolo non mostra alcun effetto antiflogistico marcato e non esercita alcun effetto sull'emostasi o sulla mucosa gastrica.

Due studi clinici dimostrano che l'effetto analgesico di Dafalgan compresse effervescenti si manifesta più rapidamente di quello del paracetamolo in compresse. Il tempo mediano necessario all'effetto è di 20 minuti invece che di 45 minuti, e durante i 30-45 minuti successivi all'assunzione, l'effetto è più potente.

Farmacodinamica

Nessuna indicazione.

Efficacia clinica

Nessuna indicazione.

Farmacocinetica

Assorbimento

L'assorbimento dopo la somministrazione orale è rapido (10-60 min. dopo l'assunzione), pressoché completo e dose-dipendente.

L'assorbimento per via rettale è ritardato. La biodisponibilità del paracetamolo è inferiore del 20-30% quando somministrato per via rettale rispetto alla somministrazione orale.

La velocità di assorbimento è direttamente correlata alla velocità di svuotamento gastrico. La concomitante assunzione di cibo ritarda l'assorbimento.

Con le compresse effervescenti 500 mg l'assorbimento del paracetamolo è rapido e completo. La concentrazione plasmatica massima di 6,4 µg/ml (Cmax) viene raggiunta in 27 min. (tmax), cioè più rapidamente rispetto alle compresse di paracetamolo utilizzate negli studi clinici (45-75 min.).

Per Dafalgan supposte, dopo una singola dose somministrata per via rettale di 600 mg, sono state raggiunte concentrazioni plasmatiche massime di paracetamolo di 2,8 µg/ml (Cmax) in 2,9 ore. (tmax).

Distribuzione

Il paracetamolo viene distribuito pressoché in egual misura nella maggior parte dei tessuti. Alla posologia terapeutica, il legame con le proteine plasmatiche è basso (5-13%), in caso di sovradosaggio raggiunge fino al 50%. Il volume di distribuzione è stimato a 1-2 l/kg di peso corporeo negli adulti e a 0,7-1 l/kg di peso corporeo nei bambini.

Metabolismo

Il paracetamolo viene metabolizzato nel fegato ed è soggetto principalmente a due vie di biotrasformazione: coniugazione dell'acido glucuronico (60-80%) e coniugazione dell'acido solforico (20-40%), quest'ultimo è saturato rapidamente da dosi maggiori, entro il margine terapeutico. Una saturazione della glucuronidazione si verifica solo se vengono assunte dosi superiori, epatotossiche.

Una piccola parte (meno del 4%) viene metabolizzata dal citocromo P450 in un intermedio reattivo (N-acetilbenzochinonimina) che nell'utilizzo normale viene detossificato dal glutatione ridotto ed escreto tramite le urine in seguito a coniugazione con la cisteina e l'acetilcisteina (acido mercapturico). Tuttavia, dopo un sovradosaggio massivo, la quantità dei metaboliti tossici risulta aumentata.

Eliminazione

Negli adulti, dopo 24 ore, circa il 90% della quantità assunta viene escreto per via renale principalmente come glucuronide (ca. 60%) e come coniugati del solfato (ca. 30%). Meno del 5% viene escreto immodificato per via renale. L'emivita plasmatica è di ca. 2,7 ore e la clearance corporea totale è di ca. 18 litri/ora. Il paracetamolo non passa nella bile. Passa la placenta e nel latte materno.

Cinetica di gruppi di pazienti speciali

Disturbi della funzionalità epatica

L'emivita plasmatica nei pazienti con insufficienza epatica lieve è praticamente immodificata. Nei pazienti con insufficienza epatica grave risulta tuttavia notevolmente aumentata.

Negli studi clinici con paracetamolo orale, è stata dimostrata una moderata compromissione del metabolismo del paracetamolo sulla base del rilievo di concentrazioni plasmatiche di paracetamolo aumentate e di un prolungamento della sua emivita in pazienti con epatopatia cronica (compresi pazienti con cirrosi epatica alcolica). Tuttavia, non è stato osservato un accumulo significativo di paracetamolo. La prolungata emivita plasmatica del paracetamolo è stata correlata a una riduzione della capacità di sintesi epatica. Per questo motivo, in pazienti con patologie epatiche il paracetamolo va usato con cautela, limitandone la dose giornaliera massima a 2 g (vedere «Posologia/impiego»). Il paracetamolo è controindicato in presenza di epatopatia attiva scompensata, soprattutto in caso di epatite causata dal consumo eccessivo di alcool (a causa dell'induzione del CYP2E1, che fa aumentare la formazione di metaboliti epatotossici del paracetamolo).

Disturbi della funzionalità renale

In caso di insufficienza renale grave (clearance della creatinina pari a 10-30 ml/min), l'eliminazione del paracetamolo subisce un rallentamento di minore entità, e l'emivita di eliminazione varia da 2 a 5,3 ore. La velocità di eliminazione dei glucuronidi e dei solfoconiugati nei pazienti con insufficienza renale grave è 3 volte più lenta che nei soggetti sani. In questa popolazione non è però necessario alcun aggiustamento della dose, poiché i glucuronidi e i solfoconiugati non sono tossici. Nonostante ciò, nel caso in cui si usi il paracetamolo in pazienti con insufficienza renale moderata o grave (clearance della creatinina ≤50 ml/min) si raccomanda di aumentare l'intervallo minimo tra le singole somministrazioni conformemente alle raccomandazioni posologiche (vedere «Posologia/impiego»).

Nei pazienti sottoposti a emodialisi, dopo somministrazione di dosi terapeutiche di paracetamolo l'emivita può essere ridotta del 40-50%.

Pazienti anziani

nei pazienti anziani l'emivita può risultare prolungata ed essere associata a una riduzione della clearance del medicamento. In genere, in questo gruppo di persone non è necessario alcun aggiustamento della dose.

Neonati, lattanti e bambini

i parametri farmacocinetici del paracetamolo osservati nei neonati e nei bambini sono simili a quelli degli adulti, ad eccezione dell'emivita plasmatica, che è di poco più breve (ca. 2 ore) che negli adulti. L'emivita plasmatica nei neonati è più lunga che nei lattanti (ca. 3,5 ore). I neonati, i lattanti e i bambini di età fino a 10 anni eliminano significativamente meno glucuronidi e una maggior quantità di solfoconiugati degli adulti. L'escrezione totale del paracetamolo e dei suoi metaboliti è identica ad ogni età.

Dati preclinici

Tossicità

Dosi acute molto elevate di paracetamolo sono epatotossiche.

Mutagenicità, Cancerogenicità

In diversi studi è stato rilevato un potenziale genotossico. Si tratta però di un dato da relativizzare, perché dipendente dalla dose. A causa dei presunti meccanismi che causerebbero questi effetti si può supporre che con dosi inferiori a determinati valori soglia non si manifestino effetti genotossici, sebbene in caso di una riduzione delle riserve di glutatione siano possibili valori soglia più bassi.

Tuttavia, i valori soglia a partire dai quali è stato dimostrato un effetto tossico nelle sperimentazioni sugli animali si situano chiaramente in un intervallo di dosi tossico, che causa danni a fegato e midollo osseo. Inoltre, le dosi non epatotossiche (fino a 300 mg/kg nel ratto e 1'000 mg/kg nel topo) non sono cancerogene. In pratica si può quindi escludere che dosi terapeutiche abbiano un effetto genotossico o cancerogeno.

Tossicità per la riproduzione

Non sono disponibili studi convenzionali che utilizzano gli standard attualmente accettati per la valutazione della tossicità per la riproduzione e per lo sviluppo. Tuttavia, gli studi sugli animali con paracetamolo non hanno mostrato effetti sulla funzione riproduttiva e nessun effetto teratogeno.

La somministrazione ripetuta di dosi elevate (epatotossiche) di paracetamolo ha causato atrofia testicolare nel topo e nel ratto. La somministrazione ripetuta di dosi molto elevate di paracetamolo (≥500 mg/kg) a ratti maschi ha provocato una riduzione della fertilità (riduzione della libido, delle prestazioni sessuali e della mobilità degli spermatozoi).

Altre indicazioni

Ai bambini che hanno assunto alcool accidentalmente non devono essere somministrati medicamenti contenenti paracetamolo.

Influenza su metodi diagnostici

Il paracetamolo può alterare le misurazioni della glicemia, quando si utilizza il metodo della glucosio ossidasi. Può anche essere responsabile dell'apparente aumento dell'uricemia, qualora la si determini con il metodo della riduzione dell'acido fosfotungstico.

Stabilità

Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.

Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento

Compresse, compresse rivestite con film: conservare a temperatura ambiente (15-25°C).

Compresse effervescenti: conservare a temperatura ambiente (15-25°C) e proteggere dall'umidità.

Supposte: conservare nella scatola originale e a temperatura ambiente (15-25°C).

Conservare fuori dalla portata dei bambini.

Numero dell'omologazione

47503, 47505, 56318 (Swissmedic).

Titolare dell’omologazione

UPSA Switzerland AG, Zug.

Stato dell'informazione

Maggio 2025