La parola «fascia» ha radici latine e significa letteralmente “nastro” o “fasciolo”, descrivendo con precisione la struttura di questi tessuti. Sono costituite da tessuto a nastro, estremamente resistente e ricco di collagene, con uno spessore da 0,5 a 3 millimetri.
Le fasce sono paragonabili alla pelle interna e formano una complessa rete tridimensionale. Il termine comprende diverse strutture connettivali biancastre, collagene ed elastiche come capsule articolari, legamenti, guaine muscolari, membrane, tendini e legamenti di sostegno degli organi. Si estendono come una rete attraverso il corpo, collegando muscoli, organi, vasi e nervi tra loro e fungono da strato protettivo per il corpo. Hanno un ruolo importante nella postura e nella mobilità, fungendo da collegamento tra le ossa rigide dello scheletro e i muscoli mobili e permettendo così movimenti potenti ed elastici. Alla mobilità del corpo contribuiscono quindi non solo i muscoli, ma anche le fasce.
Le fasce sono costituite da acqua, proteine, zuccheri e cellule del tessuto connettivo e formano una rete densa di fibre di collagene, fibroblasti e altre cellule, nonché di sostanze fondamentali leganti acqua (proteoglicani e acido ialuronico). Questa composizione complessa garantisce stabilità, elasticità e scorrevolezza.
Oltre alla funzione strutturale, grazie alla loro elevata capacità di trattenere acqua le fasce servono da serbatoio d’acqua e svolgono un ruolo attivo nella difesa da corpi estranei, in quanto costituiscono una barriera contro le intrusioni e contengono cellule fagocitarie del sistema immunitario (macrofagi). Queste cellule possono degradare enzimaticamente microorganismi patogeni e detriti tissutali.
Le fasce mantengono gli organi al loro posto e allo stesso tempo consentono movimenti flessibili, fondamentali per processi vitali come la respirazione, la digestione e la gravidanza.
Le fasce sono ricche di sensori di movimento e di recettori del dolore, il che le rende il più grande organo sensoriale del corpo, con connessioni dirette al sistema nervoso autonomo e al cervello. Inoltre, possono immagazzinare ricordi emotivi come il dolore e altre esperienze.
Ogni persona porta tra i 18 e i 23 chilogrammi di fasce nel corpo. Queste possono essere suddivise in tre gruppi principali: superficiali, profonde e viscerali, che svolgono ciascuna funzioni differenti.
Le fasce superficiali si caratterizzano per un’elevata viscoelasticità. Sono costituite principalmente da strutture fibrose lassa e tessuto adiposo e si trovano nel tessuto sottocutaneo. Collegano tutti gli organi e i tessuti, immagazzinano grasso e acqua, fungono da cuscinetto e permettono la mobilità degli organi.
Le fasce profonde avvolgono la maggior parte dei muscoli, delle ossa e delle articolazioni del corpo. Sono composte da tessuto collagene denso e comprendono tendini, legamenti e capsule articolari. Svolgono un ruolo importante nella separazione e nel supporto delle fibre muscolari e nella trasmissione dei segnali sensoriali. Grazie alla loro rete collagene possono resistere a carichi meccanici e permettere il movimento delle fibre. Sono dotate di vari recettori sensoriali che possono percepire dolore, cambiamenti di movimento e altri stimoli. Le fasce profonde possono rispondere a questi stimoli contraendosi, rilassandosi o adattando la loro struttura.
Le fasce viscerali sono responsabili del sostegno e del posizionamento degli organi interni e del cervello. Ogni organo è circondato da uno strato doppio di fascia che gli conferisce stabilità e protezione. Esempi di fasce viscerali sono le meningi, il pericardio, il tessuto pleurico dei polmoni e il peritoneo. Queste fasce mantengono gli organi in posizione e servono da involucro per vasi, vie linfatiche e nervi.
Per mantenere la stabilità e l’elasticità delle fasce è necessario il movimento regolare. È però importante non sovraccaricare le fasce, perché sia troppo poco sia troppo movimento può provocare aderenze. Se le fasce non riescono più a scorrere, questo può limitare la nostra mobilità e influire negativamente sul benessere.
Un flusso linfatico limitato influisce anch’esso sulle fasce. Oltre ai vasi sanguigni, anche i vasi linfatici attraversano il tessuto fasciale, trasportano nutrienti alle cellule ed eliminano i prodotti del metabolismo e le sostanze nocive dalle cellule. Il flusso linfatico è stimolato dai movimenti muscolari; il sistema linfatico necessita quindi di un’attività muscolare sufficiente, ossia di movimento. Se, per esempio, esistono tensioni muscolari a livello del collo, delle spalle o della schiena, il flusso linfatico in queste aree può essere ostacolato. La mancanza di movimento impedisce a questa regione di essere adeguatamente nutrita e di eliminare le sostanze di scarto. Ciò può portare all’accumulo di fibrinogeno nei tessuti, che si trasforma in fibrina e provoca l’adesione del tessuto fasciale circostante.
Negli anziani il contenuto di liquidi dell’organismo è in genere inferiore rispetto ai più giovani, e ciò riguarda anche le fasce. Questo porta a uno squilibrio tra componenti fibrose e acquose, rendendo le fasce meno elastiche e flessibili. La struttura spaziale delle fasce cambia, si intrecciano e aderiscono tra loro, limitando la mobilità dei muscoli e causando dolore, in particolare nella flessione o nell’estensione delle articolazioni. Questo può anche aumentare il rischio di cisti di Baker.
In situazioni di stress il corpo rilascia ormoni particolari che provocano una contrazione delle fasce indipendente dalla muscolatura. In caso di stress cronico le fasce rimangono costantemente tese, perdono elasticità e si induriscono. Ciò può limitare fortemente la mobilità. L’adrenalina aumenta l’espressione di una sostanza infiammatoria chiamata TGF‑beta, che porta a un irrigidimento.
Dolori indefiniti possono essere causati da fasce aderenti. Le fasce incollate possono portare a limitazioni del movimento muscolare e a schiacciamenti nervosi, causando dolori sensibili che non sono visibili in una radiografia. L’indurimento delle fasce può influire anche sugli organi ostacolandone la assimilazione dei nutrienti e la fornitura di ossigeno, con conseguente riduzione della vitalità.
Per mantenere la loro struttura tesa e al contempo flessibile, le fasce hanno bisogno di movimento sufficiente. Soprattutto nelle persone che conducono uno stile di vita prevalentemente sedentario, con il tempo possono insorgere modificazioni tissutali che si manifestano con dolori al collo, alle spalle o alla schiena. La postura protettiva assunta a causa del dolore peggiora la situazione, sovraccaricando altre zone delle fasce, che diventano anch’esse dolorose. Il movimento regolare è quindi importante per sciogliere le fasce incollate.
L’eccesso di acidi, generato da una alimentazione non salutare, dallo stile di vita o dallo stress prolungato, interessa l’intero organismo, compreso il tessuto fasciale che, a causa della sua elevata componente liquida, è particolarmente colpito. Gli acidi presenti nel liquido extracellulare rendono il tessuto fasciale meno flessibile e più duro, ostacolando la circolazione sanguigna, il flusso linfatico e l’attività muscolare e favorendo le infiammazioni. Pertanto è importante mantenere un equilibrio acido‑base sano per prevenire le aderenze delle fasce.
Un allenamento delle fasce regolare, con movimenti rimbalzanti come saltare, ballare e allungarsi, può sciogliere le aderenze e prevenire il dolore cronico. Diversi approcci come terapie del movimento mirate, esercizi per le fasce e terapie manuali aiutano a migliorare la mobilità e a promuovere fasce sane.
Se soffrite di dolori per i quali non si trova una causa, vale la pena consultare uno specialista delle fasce. Oggi esistono molti terapisti che offrono trattamenti mirati delle fasce. Per sciogliere le aderenze e ripristinare la struttura naturale propongono trattamenti come osteopatia, rolfing o la terapia Senmotic.
Misure mirate come stretching regolare, allenamento delle fasce e una dieta equilibrata non solo prevengono gli infortuni, ma favoriscono anche la mobilità, la flessibilità e la salute dell’intero organismo. Spetta quindi a noi prendersi cura e rinforzare queste affascinanti strutture tissutali per condurre una vita attiva e senza fastidi.


