I rumori intestinali sono suoni naturali prodotti durante la digestione e di norma non sono motivo di preoccupazione. Indicano che il tratto digestivo è attivo e funziona bene. Tuttavia, se i rumori sono insolitamente forti o assenti, è opportuno prestare attenzione, perché possono segnalare problemi al sistema digestivo.
I rumori derivano dalla peristalsi, i movimenti ritmici dei muscoli dello stomaco e dell'intestino che spostano il chimo, i succhi digestivi e i gas lungo il tratto digestivo. Anche l'aria e i gas prodotti durante la digestione contribuiscono ai rumori. Quando si mescolano con i liquidi, si producono suoni che vengono amplificati dalle cavità del tubo digerente. I rumori intestinali si manifestano soprattutto quando lo stomaco è vuoto e il tratto digestivo riattiva la peristalsi per muovere i residui di cibo e i succhi gastrici. Questo «brontolio» è spesso percepito come segnale di fame.
I rumori intestinali insoliti possono presentarsi in due forme: rumori eccessivamente forti indicano spesso un'attività aumentata, per esempio dopo i pasti o in caso di diarrea. Rumori molto deboli o assenti sono invece normali durante il sonno, ma possono anche essere causati da farmaci o disturbi di salute.
Le malattie gastrointestinali sono causate da una varietà di fattori che possono interessare il tratto digestivo. Nello stomaco può verificarsi, ad esempio, un'infiammazione della mucosa gastrica (gastrite) dovuta a uno squilibrio tra produzione di acido e meccanismi di protezione. Tali squilibri possono essere provocati da consumo eccessivo di alcol, tabacco, alcuni farmaci o infezioni da batteri come Helicobacter pylori.
Anche irritazioni o disfunzioni come la sindrome dell'intestino irritabile, senza una causa organica evidente, possono causare disturbi. Infiammazioni croniche dovute a batteri o a processi autoimmuni possono provocare danni a lungo termine, mentre malattie più gravi come ulcere gastriche o tumori dello stomaco possono svilupparsi per fattori come dieta scorretta, infezioni o predisposizione genetica.
Nell'intestino le infezioni giocano un ruolo centrale, poiché gli agenti patogeni possono essere assunti tramite cibi contaminati o contatto diretto. Anche malattie infiammatorie croniche dell'intestino come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa sono rilevanti perché possono provocare disturbi ricorrenti e complicazioni. Tumori o polipi nell'area intestinale, che possono evolvere in cancro del colon-retto, si riscontrano soprattutto nelle persone anziane e richiedono una diagnosi e un trattamento precoci.
Altre cause includono lo stress, che può compromettere notevolmente la funzionalità del sistema digestivo, e una dieta squilibrata con poche fibre o troppi alimenti difficili da digerire come i latticini. Anche l'invecchiamento del sistema digestivo influisce, poiché riduce la motilità intestinale e aumenta il rischio di disturbi come stitichezza o reflusso. Una scarsa assunzione di liquidi aggrava ulteriormente questi problemi, poiché l'acqua è essenziale per l'assorbimento dei nutrienti e il corretto svolgimento della digestione.
Le malattie gastrointestinali si manifestano con diversi sintomi, la cui intensità varia a seconda del tipo di disturbo. Tra i disturbi più frequenti vi sono dolori addominali, che possono interessare sia la parte alta che quella bassa dell'addome. Questi dolori sono spesso accompagnati da problemi di digestione come diarrea o stitichezza. Nausea e vomito sono anch'essi frequenti, soprattutto in casi acuti.
Gonfiore e bruciore di stomaco fanno parte dei sintomi tipici dei disordini funzionali dell'apparato digerente. Febbricola, indicativa di processi infiammatori, e una sensazione generale di stanchezza sono altri possibili sintomi associati. In alcune malattie possono manifestarsi anche sintomi come l'incontinenza urinaria, che può indicare un disturbo del controllo del pavimento pelvico.
I disturbi degli organi dell'addome superiore come stomaco, esofago, pancreas o fegato si manifestano spesso con fastidi in quest'area. Allo stesso modo, problemi dell'intestino tenue o crasso possono causare dolori addominali o altri disturbi digestivi. È importante riconoscere bene i sintomi, poiché forniscono un primo indizio sulla possibile origine dei disturbi.
Le infezioni gastro-intestinali si trasmettono in vari modi e sono altamente contagiose. L'infezione avviene spesso per via feco-orale, quando minuscole tracce di feci o vomito contaminano cibi, bevande o mani e vengono quindi introdotte in bocca e nel tratto digerente. Tali trasmissioni sono comuni in caso di igiene insufficiente.
Un'altra via di trasmissione frequente comprende cibi o bevande contaminati. Carne cruda, uova, pesce, prodotti lattiero-caseari, molluschi, frutta e insalate possono contenere agenti patogeni. Maionese, dolci alla panna o acqua contaminata possono anch'essi ospitare batteri o virus. Anche oggetti come maniglie delle porte, servizi igienici o corrimano rappresentano un rischio. Se i germi presenti su queste superfici passano alle mani e poi alla bocca, può verificarsi un'infezione. È possibile anche una trasmissione diretta da persona a persona, ad esempio negli ambienti assistenziali: gli agenti patogeni vengono spesso trasmessi tramite goccioline o contatto.
Anche il contatto con gli animali può causare infezioni. Alcuni batteri, come EHEC, vengono trasmessi da capre e pecore, mentre i rettili possono trasmettere salmonelle esotiche all'uomo. I bambini piccoli e i lattanti sono particolarmente a rischio. Per prevenire le infezioni, una buona igiene è fondamentale. Lavarsi le mani con cura e regolarmente, pulire accuratamente le superfici e mantenere adeguate norme igieniche in cucina — ad esempio cuocere bene la carne ed evitare le contaminazioni crociate — contribuiscono notevolmente a ridurre il rischio di infezione.
Una gastroenterite, anche chiamata influenza intestinale, è spesso causata da virus come norovirus e rotavirus o da batteri come Campylobacter, Salmonella e alcuni ceppi di Escherichia coli. Questi agenti patogeni entrano nel corpo tramite la bocca, infettano le mucose del tratto digestivo e provocano infiammazione. L'infezione si diffonde per via fecale e può essere favorita da scarse condizioni igieniche o dal contatto diretto tra persone.
I gruppi a rischio come i bambini, gli anziani e le persone immunodepresse sono particolarmente vulnerabili e possono sviluppare forme più gravi della malattia. Il fattore di rischio cruciale è la perdita di liquidi ed elettroliti, che soprattutto in caso di decorso prolungato o nei soggetti a rischio può portare a una disidratazione pericolosa. Un'assunzione tempestiva di liquidi e sali minerali è quindi fondamentale per prevenire complicanze gravi come la disidratazione.
L'eccesso di gas da solo non è necessariamente un segnale di cancro intestinale, ma può indicare una malattia di base. Nelle malattie gastrointestinali come il cancro intestinale, i gas sono spesso presenti insieme ad altri sintomi. Tra i sintomi più comuni vi sono dolori addominali persistenti e crampiformi e cambiamenti delle abitudini intestinali come un bisogno frequente di evacuare, stitichezza o diarree alternate. La presenza di sangue o muco nelle feci o odori sgradevoli delle feci va presa sul serio.
Anche se i gas sono spesso dovuti a disturbi digestivi benigni, possono in combinazione con perdite fecali involontarie o senso di sazietà dopo un piccolo pasto indicare una malattia grave come il cancro del colon. Se un tumore restringe il tratto digestivo, le feci possono diventare sottili come una matita, il che può indicare una neoplasia. In tali casi è consigliabile consultare tempestivamente un medico per un esame approfondito e, se necessario, una colonscopia.
I rumori intestinali sono per lo più fenomeni naturali legati all'attività digestiva nel tratto gastro-intestinale e non sono motivo di preoccupazione. Tuttavia, se sono particolarmente forti, dolorosi o frequenti, può essere opportuno farne verificare le cause da un medico.


