Le vesciche al piede sono cavità piene di liquido che si formano immediatamente sotto lo strato più superficiale della pelle. Lo strato esterno della pelle rimane generalmente intatto, mentre il tessuto sottostante risulta danneggiato. Queste alterazioni cutanee compaiono tipicamente dove avvengono sollecitazioni meccaniche ripetute, ad esempio a causa di scarpe troppo strette o di intensa attività sportiva. Sono particolarmente frequenti nelle persone che camminano molto o che sottopongono i piedi a carichi straordinari.
Esistono diverse forme di vesciche, che si differenziano non solo per l'aspetto ma anche per la causa. La più nota è la cosiddetta vescica da sfregamento o da pressione, che è riempita di un liquido chiaro. Vi sono inoltre le vesciche emorragiche, che si formano quando piccoli vasi sanguigni vengono lesionati. In questi casi il sangue si mescola al liquido della vescica, conferendole un colore rossastro-scuro. Più raramente si osservano vesciche purulente, dovute generalmente a infiammazioni o a fattori termici come scottature o ustioni.
In alcuni casi, le vescicole possono anche comparire come sintomo di una malattia. Ad esempio, in caso di varicella o di eczema si formano spesso numerose vescicole sulla pelle, che possono essere localizzate o diffuse su vaste aree. Anche reazioni allergiche a punture d'insetto possono provocare lesioni cutanee a forma di vescica, spesso accompagnate da intenso prurito.
Le vesciche ai piedi nascono di solito a causa di una sollecitazione meccanica prolungata, durante la quale la pelle è esposta per un periodo prolungato a una combinazione di sfregamento, pressione e, eventualmente, umidità. Se la pelle è sottoposta costantemente a stress in punti specifici, ad esempio per scarpe mal calzate, calze inadatte o lunghe camminate, gli strati cutanei sono messi sotto tensione. Gli strati di pelle normalmente saldamente connessi possono così separarsi.
Nello spazio risultante si accumula liquido, che può derivare dalla linfa, dal liquido cellulare o, nei casi più gravi, dal sangue. Questo liquido forma una sorta di cuscinetto che protegge la pelle sottostante da ulteriori danni e favorisce la guarigione. Sono particolarmente colpite le zone in cui la pelle poggia sull'osso o quelle molto sollecitate durante la deambulazione, ad esempio i talloni, la pianta del piede o gli spazi tra le dita.
La pelle umana è composta da più strati con funzioni differenti. Quando stimoli esterni come irritazione o pressione superano una certa soglia, questa struttura viene compromessa: i legami tra gli strati cutanei si rompono, si formano spazi e il meccanismo di protezione naturale si attiva. In caso di sollecitazione prolungata la situazione spesso peggiora, poiché lo sfregamento continua e la zona sensibile viene ulteriormente irritata.
La profondità a cui si forma una vescica determina il suo aspetto e il livello di dolore. Mentre le vesciche superficiali sono per lo più innocue, lesioni più profonde, ad esempio nella giunzione tra epidermide e derma, possono essere decisamente più dolorose. In queste profondità cutanee infatti scorrono molte terminazioni nervose che vengono irritate in caso di lesione.
La decisione di bucare una vescica al piede dipende molto dalla situazione – in linea di massima si sconsiglia di farlo. Il liquido contenuto nella vescica svolge una funzione protettiva: ammortizza la zona cutanea sensibile e lesionata e la protegge da ulteriori irritazioni e dall'ingresso di germi. Se la vescica viene aperta, la pelle perde questo meccanismo di protezione naturale – può seguire un'infezione dolorosa, soprattutto se sporco o batteri penetrano nella ferita.
Esistono però delle eccezioni, ad esempio quando la vescica è molto tesa, molto grande o la pressione diventa insopportabile, ad esempio durante lunghe escursioni senza possibilità di alleggerire il piede. In questi casi è importante procedere in modo particolarmente igienico: utilizzare solo strumenti sterili, ad esempio un ago disinfettato, e pulire accuratamente l'area intorno alla vescica con un disinfettante. L'apertura dovrebbe essere piccola e laterale, in modo che il liquido possa defluire lentamente. Successivamente è necessario un trattamento adeguato, preferibilmente un cerotto idrocolloide che protegga la pianta del piede e le dita dallo sfregamento.
La pelle sovrastante la vescica dovrebbe essere mantenuta. Essa funge da cerotto naturale e supporta la guarigione della ferita. Se viene rimossa, aumenta non solo il rischio di infezione, ma anche la sensibilità al dolore. Sorvegliate attentamente il punto di puntura: rossore, gonfiore, pus o un dolore crescente possono indicare un'infiammazione – in tal caso bisogna rivolgersi a un medico.
Nella maggior parte dei casi una vescica al piede è innocua e guarisce senza problemi. Tuttavia esistono situazioni in cui è consigliabile rivolgersi a un medico. Se, ad esempio, si manifestano dolore, arrossamento intenso o liquido maleodorante nella zona della vescica, questo può essere segno di una infezione in atto. Bisogna prestare particolare attenzione se la vescica cresce in modo anomalo o se la condizione non migliora per diversi giorni; in tali casi può essere necessaria una valutazione medica per evitare complicazioni.
Le persone con diabete devono essere particolarmente caute, poiché i danni nervosi causati dalla malattia fanno spesso sì che punti di pressione o ferite ai piedi non vengano avvertiti tempestivamente. Di conseguenza aumenta il rischio che anche una piccola vescica si infetti senza essere notata. Per i diabetici è quindi importante controllare regolarmente i propri piedi e rivolgersi precocemente a un medico in caso di alterazioni cutanee. Può anche essere utile recarsi da un podologo qualificato per prevenire possibili complicazioni.
Per prevenire efficacemente le vesciche ai piedi è essenziale combinare calzature adeguate, materiali idonei e cura attenta. Scegliete scarpe che sostengano il piede senza stringere o sfregare, idealmente con imbottitura morbida e materiali traspiranti. Le scarpe nuove dovrebbero essere ammortizzate prima di percorrere lunghe distanze per evitare punti di pressione. Quando allacciate le scarpe, assicuratevi che siano ferme ma non troppo strette.
Anche la scelta delle calze è fondamentale: calze tecniche o da trekking in materiali che regolano l'umidità proteggono dalla sudorazione eccessiva e riducono lo sfregamento. Devono essere prive di pieghe per evitare punti di pressione. Ulteriore protezione nelle zone sensibili è offerta da cerotti specifici per vesciche o da cuscinetti protettivi che assorbono lo sfregamento.
Per prevenire ulteriormente, è consigliabile prendersi cura dei piedi regolarmente. Una pelle ben idratata con una barriera cutanea stabile è più resistente alle sollecitazioni meccaniche. In caso di sudorazione intensa, usate polvere per i piedi o antitraspiranti per evitare un ambiente caldo e umido nella scarpa, poiché l'umidità favorisce notevolmente la formazione di vesciche.
Durante lunghe escursioni o attività sportive è opportuno fare pause regolari per sollevare e far asciugare i piedi. Scarpe e calze possono essere tolte brevemente per migliorare la ventilazione. Ai primi segni di pressione o sfregamento intervenite tempestivamente: un cerotto applicato per tempo può impedire la comparsa di una vescica.
Anche se le vesciche al piede di solito non causano problemi gravi, possono limitare fortemente la mobilità. Una cura accurata e scarpe adeguate sono fondamentali per una rapida guarigione.


