





Dibase Tropfen 10000 IE/ml
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Informazione professionale approvata da Swissmedic
DIBASE 10’000
Composizione
Principi attivi
Colecalciferolo.
Sostanze ausiliarie
Olio d'oliva raffinato.
Forma farmaceutica e quantità di principio attivo per unità
Gocce orali, soluzione
1 ml di soluzione orale (50 gocce) contiene 10'000 U.I. Colecalciferolo (vitamina D3), corrispondente a 0,25 mg.
1 goccia contiene 200 U.I. Colecalciferolo (vitamina D3).
Soluzione oleosa limpida, da incolore a giallo-verdastra, senza particelle solide e/o precipitati visibili.
Indicazioni/Possibilità d'impiego
Profilassi del rachitismo o dell'osteomalacia nei bambini e negli adulti
Profilassi del rachitismo nei neonati prematuri
Profilassi della carenza di vitamina D in persone altrimenti sane e senza disturbi del riassorbimento in presenza di un rischio corrispondente
Profilassi della carenza di vitamina D nei pazienti con malassorbimento
Terapia del rachitismo o dell'osteomalacia nei bambini e negli adulti
Posologia/Impiego
Nei casi di rachitismo o osteomalacia comprovati e nei pazienti con grave carenza di vitamina D (cioè concentrazione di 25(OH)D < 25 nmol/l o < 10 ng/ml), il trattamento deve essere somministrato solo sotto controllo medico.
DIBASE deve essere assunto preferibilmente con un pasto.
Per le modalità di utilizzo consultare la sezione «Indicazioni per la manipolazione» nella rubrica «Altre indicazioni». Il prodotto deve essere agitato prima dell'uso.
DIBASE ha il sapore dell'olio d'oliva. DIBASE può essere assunto direttamente o mescolato con una piccola quantità di cibo freddo o tiepido immediatamente prima dell'ingestione, per facilitarne l'assunzione. Il paziente deve fare attenzione ad assumere l'intera dose.
Ai bambini non allattati al seno, la dose prescritta deve essere somministrata con un pasto. DIBASE può essere mescolato con una piccola quantità di alimenti per l'infanzia, yogurt, latte, formaggio o altri latticini. I genitori devono assicurarsi che il bambino assuma l'intera dose.
DIBASE non deve essere aggiunto al biberon o in un contenitore con alimenti morbidi, perché il bambino potrebbe non consumare l'intera porzione e quindi non assumere la dose completa.
Profilassi
Neonati prematuri:
2–4 gocce (corrispondenti a 400–800 U.I.) al giorno fino alla fine del primo anno di vita
Lattanti fino a 1 anno di età:
2 gocce (corrispondenti a 400 U.I.) al giorno
Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni:
3 gocce (corrispondenti a 600 U.I.) al giorno
Adulti di età compresa tra 19 e 59 anni:
3 gocce (corrispondenti a 600 U.I.) al giorno
Adulti di età ≥60 anni:
4 gocce (corrispondenti a 800 U.I.) al giorno
Donne in gravidanza e in allattamento:
2 gocce (corrispondenti a 400 U.I.) al giorno
Adulti affetti da malassorbimento:
15–20 gocce (corrispondenti a 3000–4000 U.I.) al giorno
Terapia
Lattanti fino a 1 anno di età:
2–5 gocce (corrispondenti a 400–1000 U.I.) al giorno
Bambini e adolescenti di età compresa tra 1 e 18 anni:
Terapia del rachitismo:
5–25 gocce (corrispondenti a 1000–5000 U.I.) al giorno per le prime 6 settimane, poi 3–5 gocce (corrispondenti a 600–1000 U.I.) al giorno
Adulti:
Terapia della carenza grave di vitamina D con rischio riconoscibile di malattia da carenza di vitamina D:
7–10 gocce (corrispondenti a 1400–2000 U.I.) al giorno
Terapia dell'osteomalacia:
5–20 gocce (corrispondenti a 1000–4000 U.I.) al giorno
Donne in gravidanza:
7–10 gocce (corrispondenti a 1400–2000 U.I.) al giorno (cfr. anche la rubrica «Gravidanza/allattamento»)
Pazienti con disturbi della funzionalità epatica
Non sono disponibili dati sulla farmacocinetica, sull'efficacia e sulla sicurezza della vitamina D3 nei pazienti con funzionalità epatica compromessa. Tuttavia, sulla base delle esperienze raccolte, non è necessario alcun aggiustamento della dose.
Pazienti con disturbi della funzionalità renale
Il trattamento deve essere somministrato con cautela, monitorando regolarmente i livelli di calcio e fosfato (cfr. la rubrica «Avvertenze e misure precauzionali»).
Controindicazioni
- Ipercalcemia, ipercalciuria
- Ipervitaminosi D
- Tendenza a formare calcoli renali contenenti calcio
- Pseudo-ipoparatiroidismo
- Alterata escrezione renale di calcio e fosfato
- Tubercolosi polmonare acuta
- Profilassi del rachitismo nei lattanti e nei bambini piccoli in presenza di ipotiroidismo o ipercalcemia idiopatica
- Pazienti immobilizzati per periodi prolungati (ad es. dopo interventi ortopedici correttivi o in caso di patologie scheletriche con degenza a letto)
- Trattamento concomitante con derivati della benzotidiazina
- Somministrazione concomitante di analoghi della vitamina D
- Ipersensibilità al principio attivo colecalciferolo (vitamina D3) o a uno degli altri componenti del prodotto
Avvertenze e misure precauzionali
La vitamina D provoca un notevole aumento dell'assorbimento del calcio. A dosi elevate tutte le vitamine del gruppo D sono tossiche. In caso di trattamento a lungo termine con dosi giornaliere superiori a 1000 U.I. di vitamina D3 è quindi necessario monitorare le concentrazioni sieriche di calcio e fosfato e la funzionalità renale. Questo vale soprattutto per i pazienti più anziani.
In caso di ipercalcemia o di segni di riduzione della funzionalità renale si deve ridurre la dose o interrompere il trattamento. Una riduzione della dose (o una sospensione temporanea) è raccomandata quando la concentrazione di calcio urinario supera le 7,5 mmol/24 h (corrispondenti a 300 mg/24 h).
Nei pazienti con sarcoidosi, DIBASE deve essere prescritto con cautela a causa di un possibile aumento della metabolizzazione della vitamina D3 nella sua forma attiva. In questi pazienti si deve monitorare regolarmente la concentrazione di calcio nel siero e nelle urine.
La vitamina D3 deve essere usata con cautela nei pazienti con funzionalità renale compromessa. In questi pazienti devono essere monitorati i livelli di calcio e fosfato e la funzionalità renale. Occorre considerare il rischio di calcificazione dei tessuti molli.
La relazione causale tra l'integrazione di vitamina D3 e la nefrolitiasi non è chiaramente dimostrata, ma il rischio è plausibile, soprattutto nel contesto di una concomitante integrazione di calcio. La necessità di somministrare un'integrazione di calcio deve essere valutata individualmente per ogni paziente. Gli integratori di calcio devono essere somministrati sotto stretto controllo medico.
In caso di impiego concomitante di glicosidi cardiaci si raccomanda cautela, a causa dell'aumentato rischio di aritmie (cfr. la rubrica «Interazioni»).
Si consiglia inoltre cautela nei pazienti con disturbi del metabolismo del calcio, arteriosclerosi, coronaropatie o nefrolitiasi.
Quando si assume DIBASE, occorre assicurarsi che non vengano utilizzati altri medicamenti contenenti vitamina D. La quantità di vitamina D3 fornita sotto forma di alimenti arricchiti con vitamina D3 (ad es. latte, grassi, preparati per lattanti) deve essere presa in considerazione nel determinare la dose. In particolare, quando si utilizzano preparati per lattanti arricchiti con vitamina D3, l'apporto supplementare di vitamina D a scopo profilattico può essere ridotto di conseguenza.
I pazienti, soprattutto quelli in terapia a lungo termine con dosi elevate, devono essere informati dei possibili sintomi di un sovradosaggio (come stanchezza, sonnolenza, cefalea, inappetenza, nausea, vomito, diarrea seguita da costipazione, dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare, polidipsia, poliuria).
Interazioni
Interazioni farmacocinetiche
Con l'uso concomitante di medicamenti che inducono gli enzimi epatici, come gli anticonvulsivanti (ad es. fenitoina) o i barbiturici, l'effetto della vitamina D3 può essere ridotto a causa di un'accelerazione del metabolismo.
Il trattamento concomitante con resine a scambio ionico come colestiramina, colestipolo cloridrato o orlistat e con lassativi come l'olio di paraffina può ridurre l'assorbimento della vitamina D3 nel tratto gastrointestinale.
Gli antimicotici imidazolici influenzano l'attività della vitamina D3 inibendo la conversione della 25-idrossivitamina D3 a 1,25-diidrossivitamina D3 da parte dell'enzima renale 25-idrossivitamina D3-1-idrossilasi.
Interazioni farmacodinamiche
Il trattamento concomitante con digitale o altri glicosidi cardiaci può aumentare il rischio di tossicità da digitale (aritmie). Il paziente deve essere attentamente monitorato dal medico, se necessario controllando la concentrazione di calcio nel siero e l'ECG.
In caso di trattamento concomitante con diuretici tiazidici, l'escrezione di calcio nelle urine è ridotta.
L'uso concomitante di glucocorticoidi può ridurre l'effetto della vitamina D3.
Gravidanza/Allattamento
Gravidanza
Esistono solo dati limitati sull'uso del colecalciferolo (vitamina D3) nelle donne in gravidanza. Gli studi di sperimentazione sugli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (cfr. la rubrica «Dati preclinici»). Durante la gravidanza si devono evitare sovradosaggi prolungati di vitamina D, in quanto l'ipercalcemia che ne consegue può portare nel bambino a stenosi aortica sopravalvolare e retinopatia e a ritardo fisico e mentale.
Pertanto, DIBASE deve essere usato in gravidanza solo in caso di chiara indicazione e sotto controllo medico, e somministrato alla dose minima assolutamente necessaria per la correzione della carenza di vitamina D. Per la profilassi, nelle donne in gravidanza non si deve superare una dose giornaliera di 400 U.I. Per il trattamento di una carenza di vitamina D già manifesta, si possono utilizzare dosi giornaliere fino a 2000 U.I. (corrispondenti a 10 gocce), a seconda della malattia di base e della gravità della carenza di vitamina D, con un adeguato monitoraggio dell'omeostasi del calcio e del fosfato (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»). È necessario evitare un sovradosaggio.
Allattamento
La vitamina D3 e i suoi metaboliti passano nel latte materno. Tuttavia, non sono noti casi di sovradosaggio nei neonati attraverso il latte materno.
Effetti sulla capacità di condurre veicoli e sull'impiego di macchine
Non sono stati effettuati studi in merito. Tuttavia, è improbabile che il prodotto abbia effetti sulla capacità di condurre veicoli.
Effetti indesiderati
Elenco degli effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA e la frequenza secondo la seguente convenzione:
«molto comune» (≥1/10)
«comune» (≥1/100, < 1/10)
«non comune» (≥1/1000, < 1/100)
«raro» (≥1/10'000, < 1/1000)
«molto raro» (< 1/10'000)
Disturbi del metabolismo e della nutrizione:
Non comune: ipercalcemia, ipercalciuria.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:
Raro: eruzione cutanea, prurito, orticaria.
Gli altri effetti indesiderati si verificano come conseguenza di un sovradosaggio (cfr. la rubrica «Posologia eccessiva»).
La notifica di effetti collaterali sospetti dopo l'omologazione del medicamento è molto importante. Consente una sorveglianza continua del rapporto rischio-beneficio del medicamento. Chi esercita una professione sanitaria è invitato a segnalare qualsiasi effetto indesiderato sospetto, nuovo o serio, attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System). Maggiori informazioni sul sito www.swissmedic.ch.
Posologia eccessiva
Segni e sintomi
Un sovradosaggio di vitamina D porta a ipercalcemia e ipercalciuria. I sintomi del sovradosaggio di vitamina D non sono caratteristici. Possono insorgere stanchezza, debolezza, sonnolenza, irritabilità, inappetenza, cefalea, capogiro, tinnito, atassia, aritmie, secchezza delle fauci o sensazione di sete, sapore metallico, crampi addominali, nausea, vomito, diarrea, costipazione, esantema, poliuria, acidosi, dolore muscolare e osseo e, nei bambini, ipotensione. Nei casi gravi sono possibili anche alterazioni psichiche e disturbi della coscienza.
Il sovradosaggio cronico può essere associato a deterioramento della funzionalità renale, nefrocalcinosi, alterazione del peso, pancreatite, anemia e convulsioni. Nei bambini possono manifestarsi ritardi nella crescita, negli adulti osteoporosi. Inoltre, l'ipercalcemia può portare a calcificazioni nei vasi e negli organi.
L'uso di DIBASE deve essere interrotto quando la concentrazione di calcio è superiore a 10,6 mg/dl (2,65 mmol/l) nel siero e/o 300 mg/24 ore nelle urine negli adulti o a 4–6 mg/kg/die nei bambini.
Poiché il colecalciferolo viene immagazzinato nell'organismo, l'ipercalcemia dovuta a un sovradosaggio cronico di vitamina D può durare per diverse settimane o diversi mesi.
Trattamento
Non esiste un antidoto specifico. È importante controllare l'ipercalcemia.
La prima misura consiste nell'interrompere il preparato (così come tutti gli altri preparati a base di calcio). L'ulteriore trattamento dipende dalla gravità dei sintomi e può comprendere le seguenti misure: dieta a basso contenuto di calcio o priva di calcio, abbondante assunzione di liquidi, diuresi forzata (furosemide), somministrazione di glucocorticoidi ed eventualmente di diuretici, se necessario emodialisi ematica o dialisi peritoneale. In caso di sovradosaggio cronico, può essere indicata anche la somministrazione di calcitonina.
In caso di intossicazione acuta (ad es. dovuta a un sovradosaggio accidentale) possono essere indicate l'induzione del vomito, la lavanda gastrica o la somministrazione di preparati a base di olio minerale.
Proprietà/Effetti
Codice ATC
Vitamina D3 e analoghi, colecalciferolo
A11CC05
Meccanismo d'azione
La vitamina D è una sostanza naturalmente presente nel corpo umano. Nella cute, il 7-deidrocolesterolo viene convertito in vitamina D3 (colecalciferolo) dall'azione dei raggi UV (luce solare). In piccola parte, la vitamina D3 è assorbita anche dagli alimenti (latte, burro, tuorlo d'uovo, fegato). Il colecalciferolo viene convertito nella sua forma biologicamente attiva, l'1,25-diidrossicolecalciferolo (calcitriolo), in due fasi di idrossilazione, prima nel fegato (posizione 25) e poi nel tessuto renale (posizione 1).
Il calcitriolo, insieme all'ormone paratiroideo e alla calcitonina, regola il metabolismo del calcio e del fosfato. Favorisce l'assorbimento del calcio nell'intestino, l'incorporazione del calcio nell'osteoide e il rilascio del calcio dal tessuto osseo. Inoltre, viene stimolato il trasporto passivo e attivo del fosfato. Nel rene, il calcitriolo inibisce l'escrezione di calcio e fosfato promuovendo il riassorbimento tubulare. La formazione dell'ormone paratiroideo (PTH) nelle ghiandole paratiroidi è direttamente inibita dalla forma biologicamente attiva della vitamina D3. Inoltre, la secrezione del PTH è inibita dall'aumento dell'assorbimento di calcio nell'intestino tenue. Il fabbisogno minimo di vitamina D va da 400 a 800 U.I. al giorno, a seconda dell'età. Con una sufficiente esposizione al sole, gli adulti sani possono coprire il loro fabbisogno attraverso la sintesi endogena.
In caso di carenza di vitamina D, lo scheletro non si calcifica (rachitismo) o si decalcifica (osteomalacia). Le possibili cause della carenza di vitamina D negli adulti comprendono un'insufficiente esposizione ai raggi UV, malassorbimento o maldigestione (ad es. nella celiachia), cirrosi epatica e insufficienza renale, nonché il trattamento con anticonvulsivanti o glucocorticoidi.
Farmacocinetica
Assorbimento
La vitamina D3 è assorbita rapidamente e quasi completamente nell'intestino in presenza di grassi alimentari.
Distribuzione
Il colecalciferolo e i suoi metaboliti sono legati a specifiche alfa-globuline. I principali siti di accumulo sono il fegato e il tessuto adiposo.
Metabolismo
Dopo l'idrossilazione nel fegato a 25-idrossicolecalciferolo, nei reni avviene un'ulteriore idrossilazione al metabolita attivo 1,25-diidrossicolecalciferolo (calcitriolo).
Eliminazione
La vitamina D3 e i suoi metaboliti sono escreti principalmente nella bile e nelle feci.
Cinetica di gruppi di pazienti speciali
Disfunzioni renali
Nei pazienti con funzionalità renale compromessa, è stata descritta una clearance metabolica inferiore del 57% rispetto ai soggetti senza compromissione renale.
Malassorbimento
Nelle sindromi da malassorbimento, l'assorbimento della vitamina D3 è ridotto e l'eliminazione è aumentata.
Dati preclinici
Tossicità per somministrazione ripetuta
Gli studi preclinici condotti su varie specie animali hanno dimostrato che, a dosi molto superiori a quelle necessarie per l'uso terapeutico nell'uomo, si manifestano effetti tossici.
Negli studi di tossicità per somministrazione ripetuta, gli effetti più comuni descritti sono stati aumento della calcuria, diminuzione della fosfaturia e proteinuria.
A dosi elevate si è verificata ipercalcemia. In caso di ipercalcemia prolungata sono state osservate alterazioni istologiche (calcificazione) che hanno interessato più frequentemente i reni, il cuore, l'aorta, i testicoli, il timo e la mucosa intestinale.
Tossicità per la riproduzione
Negli animali, il colecalciferolo (vitamina D3) è risultato teratogeno a dosi elevate.
A dosi corrispondenti a quelle usate per la terapia, il colecalciferolo (vitamina D3) non ha attività teratogena.
Altre indicazioni
Incompatibilità
Poiché per questo medicamento non sono stati condotti studi di compatibilità, non lo si deve miscelare con altri medicamenti.
Stabilità
Il medicamento non deve essere utilizzato oltre la data indicata con «EXP» sul contenitore.
Stabilità dopo apertura
Dopo l'apertura, consumare entro 6 mesi.
Indicazioni particolari concernenti l'immagazzinamento
Non conservare a temperature superiori a 30 °C.
Non conservare in frigorifero.
Non congelare.
Conservare il contenitore nella scatola originale per proteggere il contenuto dalla luce.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Indicazioni per la manipolazione
Flacone con contagocce separato
DIBASE deve essere assunto preferibilmente con un pasto (cfr. la rubrica «Posologia/impiego»). Non conservare i prodotti o gli alimenti ai quali è stato aggiunto DIBASE per un uso successivo o per l'assunzione durante un pasto successivo.
Le confezioni contengono un flacone e un coperchio con pipetta. Il flacone è dotato di tappo in plastica con chiusura a prova di bambino. La pipetta è protetta da un cilindro di plastica. Per l'uso, seguire le istruzioni riportate di seguito:
- Agitare prima dell'uso.
- Per aprire il flacone, ruotare il tappo premendolo verso il basso (cfr. fig. 1).
- Prima di utilizzare il coperchio con pipetta, svitare il cilindro di plastica dal coperchio con pipetta (cfr. fig. 2).
- Inserire il coperchio con pipetta nel flacone per prelevare il contenuto. Versare il numero di gocce prescritto in un cucchiaio.
- Chiudere il flacone con il tappo (cfr. fig. 3). Rimettere la pipetta nel cilindro di plastica e avvitarlo.
- Riporre il flacone con il medicamento e la pipetta nella confezione originale.
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Figura 1 | Figura 2 | Figura 3 |
Flacone contagocce
La confezione contiene un flacone contagocce. Il flacone contagocce è dotato di tappo in plastica con chiusura a prova di bambino. Le istruzioni per l'apertura e l'utilizzo sono riportate di seguito:
- Per aprire il flacone contagocce, ruotare il tappo premendolo verso il basso.
- Capovolgere il flacone contagocce e versare il numero di gocce prescritto in un cucchiaio.
- Dopo la somministrazione delle gocce, rimettere il flacone contagocce in posizione eretta.
- Chiudere il flacone con il tappo.
- Riporre il flacone contagocce nella scatola originale.
Numero dell'omologazione
65856 (Swissmedic)
Titolare dell’omologazione
EffRx Pharmaceuticals SA, 8807 Freienbach
Stato dell'informazione
Novembre 2022
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